C’è una sfida che non può lasciare indifferenti, perchè nel gioco delle ombre cinesi - che in realtà sono romane fino al midollo - sullo sfondo si muove passato, passione e recriminazioni di un intero mondo, quello che fa rima con Roma e Lazio. Proprio nei giorni in cui la capitale palpita a ritmo doppio...

C’è una sfida che non può lasciare indifferenti, perchè nel gioco delle ombre cinesi - che in realtà sono romane fino al midollo - sullo sfondo si muove passato, passione e recriminazioni di un intero mondo, quello che fa rima con Roma e Lazio. Proprio nei giorni in cui la capitale palpita a ritmo doppio per l’imminente arrivo di Mourinho e il Comandante Sarri - ma pensa tu che derby sarà! - di fronte si troveranno due uomini che in un modo o nell’altro hanno scritto pagine storiche nella capitale.

Più di tutti, certo, Vladimir Petkovic, che sulla sponda laziale è molto più di una divinità. Lui ha fissato nella storia del derby quel 26 maggio 2013 che ogni anno i laziali non dimenticano di celebrare sfottendo i dirimpettai con il minuto del gol (71) con il quale Lulic decise una storica finale di Coppa Italia. E infatti, i tifosi della Lazio, prima della sfida con gli azzurri, hanno inviato un messaggio a Vlado sintetico ma chiaro: "Sei nella nostra storia". Vlado però non si accontenta e la storia vuole farla ancora, dopo aver spazzato via gli spocchiosi francesi. E vuole farlo contro l’uomo che a Roma, sponda trigoriana, ha illuso più di tutti. Con lui nasceva la Roma americana, l’idea di trasformare il mondo giallorosso in un remake blaugrana tra filosofia di gioco dominante e l’idea che potesse iniziare una nuova era, addirittura dando vita ad una vera e propria ’etnia’ tecnica e del talento. In realtà, l’avventura di Lucho a Roma fu addirittura tragica, con scoppole severe e qualche raro sprazzo del suo credo, poi esploso con Barça.