di Paolo Grilli La certezza è che col Mancio abbiamo reimparato alla grande a vincere le sfide dirette e quelle che contano di più. La cattiva notizia è che in colpo solo perdiamo per venerdì Pellegrini e Zaniolo dopo i forfait di Verratti, Florenzi e Toloi. Brividi di avvicinamento a Italia-Svizzera, sfida che venerdì infiammerà l’autunno del calcio azzurro. Esaurito con un derby di rara intensità l’ultimo turno di campionato, la passione muta subito e torna Nazionale. Altro che sosta. Dopo il trionfo europeo di Wembley, non abbiamo potuto riposare sugli allori. Perché c’è subito un mondo da...

di Paolo Grilli

La certezza è che col Mancio abbiamo reimparato alla grande a vincere le sfide dirette e quelle che contano di più. La cattiva notizia è che in colpo solo perdiamo per venerdì Pellegrini e Zaniolo dopo i forfait di Verratti, Florenzi e Toloi.

Brividi di avvicinamento a Italia-Svizzera, sfida che venerdì infiammerà l’autunno del calcio azzurro. Esaurito con un derby di rara intensità l’ultimo turno di campionato, la passione muta subito e torna Nazionale. Altro che sosta.

Dopo il trionfo europeo di Wembley, non abbiamo potuto riposare sugli allori. Perché c’è subito un mondo da riconquistare. Solo il pass per Qatar 2022 sanerebbe del tutto la ferita dell’eliminazione dal mondiale russo. Quell’Italia-Svezia del 13 novembre 2017 pesa ancora tanto sul nostro cuore a forma di pallone.

Ecco allora la partita che può regalarci un sorriso grande così, oppure gettarci in un possibile, nuovo incubo.

La classifica del girone rende ancora quasi tutto possibile in vetta: siamo davanti agli elvetici solo per differenza gol, +2. E quindi anche un pari, in vista dell’ultimo turno che ci vedrà impegnati lunedì a Belfast contro l’Irlanda del Nord, mentre la Svizzera ospiterà la Bulgaria, lascerebbe pericolosamente aperta ai rivali una porta per sperare nel sorpasso che darebbe la qualificazione diretta.

Meglio vincere, allora, venerdì davanti ai 52.000 dell’Olimpico (si va verso il tutto esaurito tenendo conto del limite del 75% della capienza occupabile). Magari come avevamo fatto brillantemente proprio a Roma il 16 giugno, con un 3-0 che ci aveva dato ulteriori certezze nella nostra cavalcata.

Ma poi è arrivato anche lo 0-0 del 5 settembre contro gli elvetici, tre giorni dopo il deludente 1-1 con la Bulgaria che segnò il nostro ritorno in campo dopo il trionfo continentale. Meglio ripartire quindi con lo spirito del 5-0 alla Lituania che è stato il nostro ultimo impegno nel girone: sfida impari, vero, ma giocata nuovamente con quella compatta leggerezza che ha fatto la nostra fortuna. E che solo in parte siamo riusciti a esprimere in Nations League nel ko contro la Spagna.

Mancini ha convocato Cataldi e Pessina per fare fronte alle ultime e improvvise assenze. Si spera invece di poter schierare Barella, fermato da un fastidio muscolare nel derby ma ancora a disposizione. Decisivi questi ultimi giorni prima della partitissima per recuperare il gladiatore nerazzurro.

Ai nostri avversari non va splendidamente, per la verità. Embolo, Elvedi, Fassnacht e Kobel si sono infortunati con i rispettivi club nell’ultimo fine settimana, ieri si è aggiunto anche il forfait di Zuber. Ma pure nella prima sfida a Basilea i rossocrociati erano in piena emergenza.

Mancini ci ha insegnato che non serve guardare troppo in casa d’altri. Meglio scrutare dentro le proprie potenzialità per farcela. Il ct ritrova Immobile e Belotti, entrambi al ritorno in azzurro dopo i recentissimi fasti. C’erano entrambi a San Siro in quella serataccia che ci vide esclusi per la prima volta da un Mondiale dopo 55 anni. Loro sono i primi a voler cancellare quella ferita.