L’ultimo tuffo l’ha fatto con Giovanni Malagò, presidente del Coni e suo mentore nel Circolo Aniene, la squadra per cui Federica Pellegrini ha gareggiato ieri nell’ultimo 200 stile libero della sua carriera, allo stadio del nuoto di Riccione dove la Divina ha vinto il suo campionato italiano numero...

L’ultimo tuffo l’ha fatto con Giovanni Malagò, presidente del Coni e suo mentore nel Circolo Aniene, la squadra per cui Federica Pellegrini ha gareggiato ieri nell’ultimo 200 stile libero della sua carriera, allo stadio del nuoto di Riccione dove la Divina ha vinto il suo campionato italiano numero 130. Una vittoria che chiude il cerchio, poi la festa sulle note di ‘Vita spericolata’ e altri 50 metri stile libero affiancata dalle olimpioniche Camelia Potec, Sarah Sjostrom, Femke Heemskerk, Sara Isakovic, Evelyn Verraszto, Alice Mizzau per le azzurre, e una corsia vuota a a ricordare la francese Camille Muffat scomparsa in un incidente aereo nel 2015.

A Riccione c’erano i genitori Cinzia e Roberto, amici e parenti, c’era Alberto Tomba in tribuna, c’era Giovanni Malagò che ha mantenuto la promessa e si è tuffato con lei (nella foto) dopo le gare. Prima, il Comune di Riccione le aveva conferito la cittadinanza onoraria per meriti sportivi.

"È stato bellissimo chiudere così. Un po’ di tifo, un po’ di gente, quello che mi era mancato. Non ero mai riuscita a fare vedere un’ultima gara ai miei genitori. Quale occasione migliore di adesso a Riccione – ha detto la Pellegrini –. Si chiude un cerchio, come lo volevo. Stavolta le persone importanti c’erano. Chi mi ha supportato e sopportato, i miei amici e per questo sono contenta. È stato un aumentare di emozioni fino a quando non sono arrivata davanti al blocchetto. Ero al limite del pianto a dirotto, mi sono ripresa giusto in tempo per riuscire a competere". E a vincere.