di Mattia Todisco L’aria di bufera sembra già passata. L’Inter è seconda a pari merito con la Lazio, a otto punti dalla Juve capolista ma anche a cinque dal raggiungimento della qualificazione in Champions, obiettivo minimo della stagione. Basta il 3-1 sul Torino in rimonta, dopo un primo tempo chiuso sotto, per riassaporare un pizzico di serenità e rispondere anche agli ultras (fuori dal Meazza uno striscione in cui si chiedeva di tirar fuori gli attributi). La prima partita della sera si...

di Mattia Todisco

L’aria di bufera sembra già passata. L’Inter è seconda a pari merito con la Lazio, a otto punti dalla Juve capolista ma anche a cinque dal raggiungimento della qualificazione in Champions, obiettivo minimo della stagione. Basta il 3-1 sul Torino in rimonta, dopo un primo tempo chiuso sotto, per riassaporare un pizzico di serenità e rispondere anche agli ultras (fuori dal Meazza uno striscione in cui si chiedeva di tirar fuori gli attributi).

La prima partita della sera si gioca fuori dal rettangolo di gioco ed è quella sul futuro dell’allenatore. "Io credo che non ci saranno cambiamenti - dice Marotta a Sky -. Da parte della società c’è grande soddisfazione. Conte è un allenatore ambizioso, che vuole vincere, come la società. Però è il primo anno che allena questo gruppo". Nelle parole dell’a.d. c’è anche la ramanzina a Brozovic (confermata la multa) ma il croato è in campo.

Pur ridisegnata dal turnover, non è una brutta Inter per approccio. Certamente migliore di quella vista al Bentegodi pochi giorni fa, ma altrettanto costretta a rincorrere una volta scoccato il 45’. La “papera“ di Handanovic che manda a segno Belotti rientra tra gli episodi su cui poco si può lavorare, se non sul mercato qualora dirigenza e tecnico dovessero ritenere conclusa l’era dell’esperto sloveno (le indicazioni vanno in senso opposto). Il Toro già rannicchiato diventa un riccio difficile da aprire. Senza l’ariete Lukaku, in tribuna, l’assalto è affidato comunque alla ricerca delle corsie esterne per far piovere rifornimenti a chi deve “riempire“ l’area, nella quale i granata schierano difendenti adeguatamente preparati al corpo a corpo e al duello aereo. Le occasioni non arrivano in numero spropositato, il possesso palla è sterile. L’occasione più ghiotta capita a Martinez su un grave errore in disimpegno degli ospiti, che l’attaccante getta alle ortiche centrando Sirigu e prolungando il periodo di scarsa produttività.

Almeno fino alla ripresa, quando l’argentino si trasforma in uomo assist con la sponda di testa per Young che vale il pari e la rete (deviazione decisiva di Bremer) del 3-1. In termini di assistenze lo imita Sanchez, mandando a segno Godin in occasione del sorpasso. All’Atletico vantava medie realizzative interessanti, a Milano non si era ancora tolto la soddisfazione. È tra le buone notizie per Conte, in una stagione travagliata a titolo personale. In Europa, dove l’Inter andrà per strappare un trofeo, uno con quel curriculum potrebbe fare la differenza.