Quei 35 milioni di euro l’anno che il Barcellona non è riuscito a garantire a Leo Messi, complici le nuove regole sul monte ingaggi imposte dalla Liga, al Paris Saint-Germain erano magicamente già pronti. Inutile interrogarsi su quanto abbia senso un Fair Play Finanziario di cui da anni si fa beffe chi può e vuole permetterselo, come Nasser Al-Khelaifi, le cui sponsorizzazioni senza fondo (e ancor meno opposizione regolamentare da parte dell’Uefa) consentono in una sola estate di accaparrarsi Donnarumma, Hakimi, Ramos, avendo già in rosa Neymar e Mbappé, fino...

Quei 35 milioni di euro l’anno che il Barcellona non è riuscito a garantire a Leo Messi, complici le nuove regole sul monte ingaggi imposte dalla Liga, al Paris Saint-Germain erano magicamente già pronti. Inutile interrogarsi su quanto abbia senso un Fair Play Finanziario di cui da anni si fa beffe chi può e vuole permetterselo, come Nasser Al-Khelaifi, le cui sponsorizzazioni senza fondo (e ancor meno opposizione regolamentare da parte dell’Uefa) consentono in una sola estate di accaparrarsi Donnarumma, Hakimi, Ramos, avendo già in rosa Neymar e Mbappé, fino alla ciliegina, grande come l’intera torta.

Da 21 anni Messi indossa sempre la stessa maglia. Nel 2020 era stato già a un passo dal cambiare squadra, in rottura prolungata con Bartomeu, ma il massimo dirigente non volle assumersi la responsabilità di passare alla storia come l’uomo che ha perso per strada il più forte giocatore della storia del club. Con Laporta sembrava più facile trovare un accordo e invece proprio l’acclamato presidente tornato in sella per rimettere i culé sulla via dei trionfi ha iniziato la sua avventura bis con l’addio più doloroso. Ne ha spiegato le motivazioni, solo e soltanto economiche, davanti alle quali al PSG non è parso vero di poter sfruttare una clamorosa occasione. Oggi in conferenza stampa toccherà a Messi stesso raccontare la sua versione, che non dovrebbe essere molto differente da quella della società. L’accordo era pronto, solo da ratificare, cosa che la Liga non ha fatto. Lo scontro coi vertici del calcio spagnolo è destinato a proseguire, sarà ancora più aspro se il Real Madrid troverà un artifizio per acquistare Mbappé, che a un anno dalla scadenza non ha ancora rinnovato con i parigini. Ad oggi, Pochettino può dire ancora di avere a disposizione un trio con il francese, Neymar e Messi, la cui presentazione dovrebbe avvenire martedì con la Tour Eiffel a fare da sfondo. Per i prossimi due anni, con opzione sulla terza, Parigi sarà la casa dell’argentino.

"Sto ancora cercando di assimilare tutto, già sapendo quanto sarà dura - ha scritto su Instagram l’ormai ex compagno Sergio Busquets -. Posso solo ringraziarti per ciò che hai fatto per il club e per quelli come me che ti hanno accompagnato in questi anni. Sei arrivato da bambino e te ne vai come il miglior giocatore della storia, avendo fatto crescere il club fino al livello che gli spetta e scrivendo la storia sia individualmente che collettivamente. Potrò dire per sempre di aver giocato e aver condiviso molti momenti con te, la maggior parte belli e ho avuto la fortuna di crescere e divertirmi al tuo fianco per tredici stagioni". C’è chi, legittimamente, pare averla presa ancor meno bene: Sergio Aguero è stato acquistato poche settimane fa a parametro zero dal Barcellona, sognava di giocare con il grande amico e connazionale. Non accadrà nemmeno stavolta.M.T.