Roberto Mancini, 56 anni, in fila ieri davanti a un negozio di alimentari di Jesi. In alto a destra, nel locale dove è stato acclamato al suo ritorno nel paese natale. Il ct neo campione d’Europa non si è risparmiato tra richieste di selfie e di autografi
Roberto Mancini, 56 anni, in fila ieri davanti a un negozio di alimentari di Jesi. In alto a destra, nel locale dove è stato acclamato al suo ritorno nel paese natale. Il ct neo campione d’Europa non si è risparmiato tra richieste di selfie e di autografi
Il "Mancio" in fila per entrare dal pizzicagnolo non dribbla nemmeno un selfie, ma abbozza un sorriso a chi prova a polemizzare sullo scarso fairplay degli inglesi dopo la sconfitta. E’ solo un’istantanea della lunga giornata di ieri del ct azzurro Roberto Mancini, la prima in cui è tornato a vivere la sua città dopo la cavalcata di Wembley e il bagno di folla della capitale. Prima la visita in ospedale alla mamma ricoverata, proprio nel giorno del suo rientro a Jesi, per un malore seguito ad un intervento chirurgico subìto prima della...

Il "Mancio" in fila per entrare dal pizzicagnolo non dribbla nemmeno un selfie, ma abbozza un sorriso a chi prova a polemizzare sullo scarso fairplay degli inglesi dopo la sconfitta. E’ solo un’istantanea della lunga giornata di ieri del ct azzurro Roberto Mancini, la prima in cui è tornato a vivere la sua città dopo la cavalcata di Wembley e il bagno di folla della capitale. Prima la visita in ospedale alla mamma ricoverata, proprio nel giorno del suo rientro a Jesi, per un malore seguito ad un intervento chirurgico subìto prima della finalissima e poi in tarda mattinata un salto in centro storico, dal pizzicagnolo di fiducia per acquistare i salumi e formaggi rigorosamente locali. Il blitz in centro del Mancio, prima d’oggi abituato a girare per la città senza suscitare troppi clamori, non è passato inosservato, pur essendo durato appena una ventina di minuti. Lui maglia azzurra e bermuda, in coda come gli altri in attesa del suo turno, riservato come molti marchigiani ma in queste ore per forza di cose aperto a tutti, si lascia solo scappare: "Grazie a tutti, sono felice di questa accoglienza della mia città". "Però questi inglesi non si sono comportati bene, eh Roberto. Ma come si fa?". Prova a provocarlo un suo concittadino davanti al piccolo alimentari "La Caciotta" in via Cavour, proprio sotto piazza della Repubblica. Lui accenna un sorriso, ma non proferisce parola. Le persone si avvicinano e chiedono di poter fare delle foto, lui annuisce. Pagato il conto esce e se ne va salutando cordialmente. Raggiungere l’auto posteggiata poco distante non è semplicissimo tra chi lo ferma per una foto e chi per un selfie. Anche le crocerossine dell’ambulatorio Croce Rossa appena sotto il pizzicagnolo chiedono di fare una foto. Lui sorride e si mette in posa. E così tra selfie e autografi fino all’auto che porta a casa a villa Fabbro. Eppure per il Re del calcio non è una giornata facile: la stanchezza che si fa sentire, la preoccupazione per la mamma Marianna ricoverata nell’ospedale vicino casa dal giorno prima. I tanti riflettori accesi e gli occhi puntati su di lui. Così nel pomeriggio ieri "Il Mancio" ha raggiunto il porto Marina Dorica per rilassarsi con un amico in barca a vela. Niente riflettori, a fargli compagnia solo il vento, la salsedine e il rumore del mare: un bel giro tra le onde fino a Porto San Giorgio per poi rientrare nella sua città e stare vicino al padre Aldo a casa e alla mamma Marianna in ospedale. A chi gli chiede cosa farà nei prossimi giorni lui dice di non saperlo. Per ora resterà qualche giorno a Jesi, poi tornerà a Roma dalla moglie e non mancheranno le vacanze. Si parla di Sardegna ma anche della modernissima Dubai dove il Mancio va spesso e dove avrebbe anche una villa.

Sara Ferreri