L’arrivo vincente di Antonella Palmisano ieri mattina nella 20 km di marcia
L’arrivo vincente di Antonella Palmisano ieri mattina nella 20 km di marcia
dall’inviato Leo Turrini Ormai è un film. Come ti giri, spunta l’Italia della fatica. In trionfo. Altro oro a Sapporo, che fa pure rima. Dopo lo stupefacente Stano, ecco Antonella Palmisano. Stessa gara, la 20 chilometri di marcia. Stesso epilogo: piedi azzurri in fuga per un delirio olimpico. E le similitudini tra maschio e femmina non finiscono qui. Anche la signora (ha sposato un collega di sudore su strada, Lorenzo Dessi: lui le chiese la mano in aeroporto, subito dopo i Giochi di Rio) viene dal...

dall’inviato Leo Turrini

Ormai è un film. Come ti giri, spunta l’Italia della fatica. In trionfo. Altro oro a Sapporo, che fa pure rima. Dopo lo stupefacente Stano, ecco Antonella Palmisano. Stessa gara, la 20 chilometri di marcia. Stesso epilogo: piedi azzurri in fuga per un delirio olimpico. E le similitudini tra maschio e femmina non finiscono qui. Anche la signora (ha sposato un collega di sudore su strada, Lorenzo Dessi: lui le chiese la mano in aeroporto, subito dopo i Giochi di Rio) viene dal meridione, dalla provincia di Taranto. Lei e Stano hanno lo stesso allenatore, Patrizio Parcesepe. E si preparano insieme nella zona di Ostia.

Compleanno. Aggiungo subito che qui non ci facciamo mancare niente. Ieri Antonella Palmisano tagliava il traguardo dei 30 anni. Compleanno celebrato alla grandissima, portando a spasso 49 chili per 166 centimetri di statura. Magra ma affamata di gloria: come le aveva insegnato il professor Tommaso Gentile, che fu il suo primo maestro sull’asfalto di Mottola, nel sole e nel sale del Sud.

Candidata. Debbo anche aggiungere che, rispetto al miracolo di Stano, c’è una differenza grossa come una casa.

Il primo posto di Massimo il musulmano credo se lo aspettasse giusto lui. Invece Antonella aveva le credenziali giuste. Sulle strade di Rio, si era piazzata quarta. Di lei si ricordavano un bronzo all’Europeo e un bronzo mondiale.

Insomma, ci stava e ci sta, l’impresa.

Sulle spalle. Il modo del trionfo è stato invece disarmante. Nel senso che l’azzurra sin dall’inizio si è messa davanti. Aveva un piglio da padrona di casa.

Rimasta sola al sedicesimo chilometro, Antonella ha avuto tempo per pensare alla celebrazione. Ancora non era arrivata e già si era messa il tricolore sulle spalle. Del resto, la neo campionessa dei Giochi si intende di marketing, ha studiato grafica pubblicitaria e per vezzo gareggia con un fiore di feltro tra i capelli, omaggio della mamma.

La promessa. Vi ho già detto che a noi italiani qui in Giappone sembra di stare in un film. Per dire, è saltato fuori un video in cui Antonella prometteva al grande amico Stano di imitarlo, sull’asfalto bollente di Sapporo.

Detto, fatto.

Le parole. Mai una donna italiana aveva vinto l’Olimpiade marciando. Antonella lo sa e ne va orgogliosa. "Stano è il mio compagno di allenamento, lui mi ha fatto una sorpresa enorme, per ricambiare dovevo festeggiare il mio compleanno in modo originale! Mi ero infortunata non molto tempo fa, mi ha aiutato il supporto del gruppo, noi della marcia siamo unitissimi. E penso a mio marito, alla famiglia, a chi ha condiviso questo sogno...".