Leo Turrini

In quel contesto, sarebbe stato fuori luogo rammentare che nell’albo d’oro dell’Europeo figura pure la Grecia (2004). Fondamentale era che se rendessero conto i protagonisti: perché nello sport, da sempre, la vera grandezza non sta nella semplice vittoria. Sta nella capacità di ripetersi.

Ecco, fin qui la squadra di Mancini si è sottratta all’onere e all’onore del bis. È un peccato ed è un dispiacere collettivo, ma può essere anche una utilissima lezione. Tradotto: non eravamo fenomeni a Wembley, non ci siamo improvvisamente imbrocchiti a Belfast.

E in Qatar facciamo ancora in tempo ad arrivarci, a patto di piantarla sia con il turibolare di incenso che con la autocommiserazione.

Chissà, magari ci salverà il coraggio di avere paura. Perché adesso la paura di guardarlo un’altra volta in tv, il mondiale del Qatar, sotto sotto ce l’ha anche il Mancio…