Leo Turrini

Sarà finito l’effetto dei vaccini, cosa volete che vi dica. Forse conviene lasciare che si posi la polvere della delusione. Che indubbiamente è stata enorme. Non entreremo in Qatar dall’ingresso principale, ma se anche Ibra e CR7 sono costretti a concentrarsi sulla porta di servizio, insomma, prima ce ne faremo una ragione e meglio sarà.

Soprattutto, basta luoghi comuni. Lo so anche io che se i due rigori contro la Svizzera li avesse battuti Giorgino, il conduttore del Tg1, anziché Jorginho, il giocatore del Chelsea, non staremmo a farli, certi discorsi da paura. Ma non dovremmo dimenticare che L’Europeo lo abbiamo vinto proprio dal dischetto, contro la Spagna e l’Inghilterra al fischio finale stavamo in parità. Ergo, mi concederò un luogo comune anche io: chi di penalty ferisce, di penalty perisce. E comunque contro bulgari e nord irlandesi, non esattamente il Brasile di Neymar e l’Argentina di Messi, non sono stati gli undici metri a provocare i mancati successi.

In breve. Era sacrosanta l’euforia della estate magica. Non conquistavamo il titolo continentale da oltre mezzo secolo. Un popolo intero, il nostro, aspettava una occasione di gioia pagana dopo le angosce da pandemia.

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