Gennaro Gattuso, 43 anni
Gennaro Gattuso, 43 anni
di Paolo Franci #NoToGattuso. Un hashtag può essere più affilato di un’ascia e più dirompente una granata. A maggior ragione in Inghilterra dove, se qualcuno lo ha dimenticato, hanno colpito e affondato la poderosa portaerei del pallone, la Superlega ’ordita’ alle spalle dell’Uefa dai clubboni di mezza Europa. E se il movimento di pensiero e protesta è riuscito a mettere in ginocchio i ricconi che volevano giocare solo tra loro, figuriamoci un allenatore, per giunta straniero. Non una cosa da poco, al vento del sentimento Brexit. Nel caso di Ringhio Gattuso, lo strapotere dei social ha...

di Paolo Franci

#NoToGattuso. Un hashtag può essere più affilato di un’ascia e più dirompente una granata. A maggior ragione in Inghilterra dove, se qualcuno lo ha dimenticato, hanno colpito e affondato la poderosa portaerei del pallone, la Superlega ’ordita’ alle spalle dell’Uefa dai clubboni di mezza Europa. E se il movimento di pensiero e protesta è riuscito a mettere in ginocchio i ricconi che volevano giocare solo tra loro, figuriamoci un allenatore, per giunta straniero. Non una cosa da poco, al vento del sentimento Brexit.

Nel caso di Ringhio Gattuso, lo strapotere dei social ha sprigionato tutta la sua potenza. E ciioè è bastato che, dopo la traumatica rottura con la Fiorentina, il nome dell’ex Napoli fosse accostato alla panchina del Tottenham per scatenare la rivolta contro Ringhio. Perchè? Secondo i tifosi degli Spurs Gattuso sarebbe un violento, un razzista, misogino e anche omofobo.

Accuse pesanti, tremende, che via via hanno fatto montare la protesta social e che sono lontane anni luci dal Gattuso che conosciamo e che abbiamo avuto modo di ’vivere’ attraverso il suo lavoro qui da noi. Ma tant’è.

Gli squadroni della censura social, in questo caso londinese, hanno condotto accurate indagini sulle dichiarazioni del passato di Gattuso e alcuni suoi atteggiamenti negli incroci del pallone proprio con gli Spurs.

Si torna indietro di dieci anni, nel 2011 e Gattuso è ancora un calciatore del Milan. Nella sfida di Champions contro gli Spurs, Gattuso litiga con un ex milanista, lo ’squalo’ Joe Jordan, allenatore in seconda dei londinesi. Dopo uno scontro ravvicinato durissimo, Gattuso prende Joe per il collo. Poi si scusò dicendo di meritare la squalifica per quell’episodio, ma a Londra non hanno dimenticato, evidentemente. E poi, due anni dopo, una volta smesso di giocare, Ringhio si schiera con Galliani nello strano biumvirato tra il manager rossonero e Barbara Berlusconi: "Non riesco a vedere le donne nel calcio. Mi spiace ma è così che la penso": E poi dopo gli insulti razzisti a Boateng: "Quanti buuu abbiamo sentito fino a oggi contro giocatori bianchi? Boateng si è sentito offeso ma io non vedo razzismo, ma solo il gesto di un gruppetto di idioti". Tutto costruito in stile social per mettere ko RInghio, che qui da noi tutto è parso, in questi anni, tranne che un razzista. Anzi, esattamente il contrario. Per non farsi mancare nulla gli inglesi hanno fatto girare anche una sua dichiarazione contro i matrimoni gay. Da qui, il marcia indietro del presidente degli Spurs Daniel Levy, intenzionato a prendere Gattuso prima della rivolta. E, a proposito, non è andato granchè bene il primo impatto di Gigi Buffon a Parma, accolto con questo striscione: "Vent’anni fa ci avevi promesso che quella maglia di m... non l’avresti mai indossata…. Tre settimane dopo firmi per i gobbi. Adesso torni nell’ unico club che ti ha permesso di vincere in Europa. Dopo tutto questo abbiamo solo da dirti che per noi sei e sarai sempre un piccolo uomo...". firmato dagli ultras del Parma.