Giovanni Malagò
Giovanni Malagò

Roma, 14 aprile 2020 - "Credo che il grande errore che si possa fare adesso è quello di intervenire in contesti e in ambienti dove ci sono già delle precise deleghe. Vuoi essere il presidente di una federazione? Allora questo è il tuo momento, è il momento di decidere". Parola di Giovanni Malagò, che in un'intervista a Dazn ha parlato della situazione d'emergenza e di grande incertezza che lo sport nazionale e mondiale sta vivendo. In particolare il calcio, ancora sospeso fra una speranza di ripresa più o meno lontana e l’amara constatazione che la sospensione definitiva rappresenti l’unica via percorribile, almeno per quanto riguarda questa stagione. 

"Quella di posticipare l'Europeo di un anno ad esempio la reputo una decisione sacrosanta, oltre che un possibile vantaggio per la nostra Nazionale, come ha sottolineato anche Roberto Mancini. Il ct ha già individuato le opportunità che si nascondono dietro questa scelta. La nostra è una formazione giovane, che deve amalgamarsi - il pensiero del numero uno del Coni - Un anno in più di esperienza potrebbe essere importante e utile".

Lo stesso discorso invece non si può allargare a quegli atleti costretti, dal rinvio al 2021 delle Olimpiadi di Tokyo, a un altro anno di attività. "Le reazioni sono state diverse: da quella di Federica Pellegrini, che diceva di non farcela, passando per chi preferiva si svolgessero in primavera, quando non c'è caldo. Ho sentito tanti pareri - ha raccontato Malagò - Noi abbiamo già 208 atleti qualificati, di cui tre o quattro che, per età, tenuta fisica e un'altra serie di problemi, faranno probabilmente uno sforzo supplementare. Ma credo che alla fine a Tokyo ci saremo tutti, compreso chi è più avanti con gli anni e che pensava che tra pochi mesi avrebbe concluso la propria meravigliosa carriera. Per questi atleti sarà uno stimolo ulteriore".