Luca Cordero di Montezemolo (LaPresse)
Luca Cordero di Montezemolo (LaPresse)

Bologna, 11 settembre 2019 - "Beh, se ripenso alla amarezza che ho provato quando una ideologia folle ha negato i Giochi a Roma, insomma, adesso mi viene da sorridere: a quanto pare l’Olimpiade fa gola a tanti, in questa nostra Italia". Luca Cordero di Montezemolo guarda con simpatia alla ipotesi di una candidatura congiunta di Bologna e Firenze per l’edizione a cinque cerchi del 2032. Non potrebbe essere diversamente, considerata la storia del personaggio, una vita spesa a cavallo tra business e sport, tra emozioni e affari. "Il no dei grillini a Roma 2024 rimane una ferita che non si rimargina – sospira l’avvocato – avremmo vinto di sicuro. Era una magnifica occasione per il rilancio della capitale, peccato che chi la governa attualmente non lo abbia capito. Ho la presunzione di affermare che se la Raggi avesse sposato l’idea, beh, le cose, nell’Urbe, andrebbero meglio. Anche per il sindaco".

A Milano e Cortina hanno ragionato diversamente.
"Infatti e la conquista della Olimpiade invernale del 2026 è stata una vittoria di tutta l’Italia, senza distinzioni di parte e di partito. Meglio ancora sarebbe stato avere anche Torino in partita, ma è una buona cosa avere riconciliato il Paese con l’idea che investimenti virtuosi non sono per forza sinonimo di ruberie. Milano e Cortina lo dimostreranno coi fatti".

Ora ci pensano anche Bologna e Firenze, per i Giochi estivi.
"Beh, per forza di cose posso sviluppare soltanto un discorso molto teorico, quasi astratto".

C’è tanto tempo in mezzo.
"Sì, tenga presente che per il 2032 per prassi il Cio deciderà nel 2025, stiamo parlando di ere geologiche, nel contesto di mutamenti che sono ormai rapidissimi. E fatalmente l’assegnazione di una Olimpiade è anche una conseguenza di equilibri economici e politici, oggi ovviamente non preventivabili".

Ma l’ipotesi le garba?
"Sicuramente è stuzzicante il concetto di Smart city che immagino stia al centro del progetto dei sindaci Nardella e Merola. Con i treni veloci, Bologna e Firenze si avviano verso una integrazione rapida, possono proporsi come una sorta di metropoli post moderna".

È una suggestione non indifferente.
"Penso potrebbe essere questo il punto di forza di una ipotetica candidatura. Se in mezz’ora vai da una città all’altra, come appeal non vali meno di Parigi o di Tokyo, le sedi del 2024 e del 2020. Firenze ha una visibilità globale straordinaria, è una capitale mondiale dell’arte. Quanto a Bologna non è mai stata periferia d’Europa, anzi".

Lei poi è bolognese doc, caro avvocato.
"Appunto. Nel 2032 sarei un vecchietto, ma potrei andare a prendere il sole a Riccione se allestissero lì i tornei di beach volley!".

A proposito: se le cose andassero avanti, Bologna e Firenze dovrebbero dotarsi di impianti per ospitare le gare, impianti che oggi non hanno.
"In effetti questo è l’unico punto debole che riesco ad individuare. A Roma c’era già quasi tutto e per questo il rifiuto figlio del pregiudizio resta imperdonabile. È chiaro che se Nardella e Merola vanno avanti debbono prepararsi bene. Una candidatura olimpica richiede uno sforzo collettivo, bisogna coinvolgere l’intera comunità. Ma io so che ne vale la pena. In ogni caso, auguri di cuore".