14 mar 2022

Nuovo Cinema Morata, la Juve guarda in alto

Il quarto posto è blindato, Allegri può concentrarsi sulla Champions League: lo spagnolo è l’arma in più per la sfida al Villarreal

paolo franci
Sport
Alvaro Morata, 29 anni. Lo spagnolo ha saputo brillare in appoggio a Vlahovic nel tridente e sabato, schierato in coppia con Kean, ha segnato una doppietta
Alvaro Morata, 29 anni. Lo spagnolo ha saputo brillare in appoggio a Vlahovic nel tridente e sabato, schierato in coppia con Kean, ha segnato una doppietta
Alvaro Morata, 29 anni. Lo spagnolo ha saputo brillare in appoggio a Vlahovic nel tridente e sabato, schierato in coppia con Kean, ha segnato una doppietta

di Paolo Franci

Eccola lì, la Coppona. Magnifica e pure maledetta ossessione del mondo Juve. Magari coperta da una patina di disinteresse di stampo nazionalista. Cioè: stuzzica il palato più la rincorsa juventina in campionato che le (non larghissime) chance nell’attico d’Europa. D’altra parte - si dirà - l’ha sfiorata due volte con Max ma ha fallito quando sembrava attrezzata per vincerla, figuriamoci adesso. Soprattutto al cospetto degli squadroni che poi sono i soliti noti, dal City e il Liverpool in giù. Però le partite bisogna giocarle anche quando non si è favoriti e chissà che il campo non si metta finalmente in discesa.

Con questi pensieri arditi che certamente svolazzano dietro a quel ghigno alla livornese - che certo sa anche di Atalanta che frena e scivola a meno 8 - Max pensa alla Champions e a non complicarsela contro il Villarreal. Eh sì, perché pareggiare lì, anche se il gol fuori casa non è più una cambiale, ha messo le cose "per benino", come direbbe lui. E certo vittorie come quella contro la Samp, in cui la squadra ha lottato e meritato, alla fine, pur nel festival delle autoreti, sono carburante potenizzato per gambe e testa. E se poi si supera il turno e si va ai quarti, chissà che l’urna di Nyon non possa mostrarsi nei panni di ’sorella urna’, magari con una tra Benfica e Ajax. Oppure, chissà, tra lo United sfilacciato di Ronaldo - squadra sempre di livello ma alla portata - o l’Atletico del Cholo, tornato a vincere in serie (4 di fila nella Liga) e sempre una brutta bestia, ma certo meno di City, Liverpool, Real o Bayern.

Intanto Max si gode l’ultima creatura uscita dal laboratorio. Chiamatelo Moratevic, o Mario Morata, fate voi. Perché dagli alambicchi tattici di Allegri è uscito un Morata che tanto ricorda Marione Mandzukic. Cioè Marione era più leonino nell’incedere e certo più ’armadio’ di Alvaro, svelto come una faina nel passare da una fase all’altra per la soddisfazione di Max. Alvaro poi, ripaga come ripagava Marione, tra gol e lavoro di ago e filo nel cucire azione e reparti. E certo, pensare che chi nell’album delle figurine è nella pagina dei difensivisti - Allegri - si ritrovi a render meglio con le tre punte o giù di lì, è già una notizia. Se poi lo fa perchè Morata s’è messo a fare il Mandzukic, la cosa diventa interessante, anche e soprattutto in Europa.

Intanto, Allegri vince la sfida dell’infermeria con Unai Emery. Perchè se Max ritrova Dybala - sempre al centro del #firmanonfirma - e Chiellini contro i gialli di Spagna, è assai difficile che il dirimpettaio possa contare su Gerard Moreno, assente dal 6 febbraio e out anche nell’ultima sofferta vittoria del Villarreal in casa con il Celta. Successo che riscatta, almeno sul piano del risultato, la brutta prestazione al ’Reyno de Navarra’ di Pamplona contro l’Osasuna. In forte dubbio anche Raul Albiol, tradito da un muscolo malandrino a Pamplona. A centrocampo difficile il recupero di Foyht, mentre Emery spera di avere a disposizione Capoue - il tecnico dei gialli si è mostrato ottimista nel post Celta - tormentato da un fastidioso problema alla schiena.

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