Sergio Perez, 30 anni, sale sul podio sventolando la bandiera del Messico. Sotto, il rammarico di Charles Leclerc
Sergio Perez, 30 anni, sale sul podio sventolando la bandiera del Messico. Sotto, il rammarico di Charles Leclerc
Leo Turrini Ad un certo punto è parso che la Mercedes facesse di tutto per impedire la vittoria del rincalzo di Lewis Hamilton. Un pit stop non necessario, un pasticcio enorme ai box, infine l’annuncio di una misteriosa foratura: alla fine della fiera, George Russell ha visto svanire il sogno. Non per colpa sua. Il ragazzo ha umiliato Bottas, uscito distrutto dal confronto. E la sua clamorosa prestazione colloca sotto una luce diversa, con rispetto parlando, anche le imprese di Lewis...

Leo Turrini

Ad un certo punto è parso che la Mercedes facesse di tutto per impedire la vittoria del rincalzo di Lewis Hamilton. Un pit stop non necessario, un pasticcio enorme ai box, infine l’annuncio di una misteriosa foratura: alla fine della fiera, George Russell ha visto svanire il sogno.

Non per colpa sua. Il ragazzo ha umiliato Bottas, uscito distrutto dal confronto. E la sua clamorosa prestazione colloca sotto una luce diversa, con rispetto parlando, anche le imprese di Lewis Hamilton (che ancora deve firmare il nuovo contratto con Stoccarda, per inciso...).

Mi spiego. Se un debuttante (sulla Mercedes, intendo) domina il Gran Premio, i casi sono due.

O Russell è un Fenomeno, cosa che nemmeno è da escludere, nelle retrovie con la Williams aveva offerto lampi di classe purissima.

Oppure Hamilton deve tanto, tantissimo alla vettura che ha a disposizione. Con la quale, del resto, pure uno come Bottas talvolta ha vinto. Per tacere del titolo iridato di Rosberg nel 2016.

Buona la seconda?

VIVA MEXICO. Così, uno stupefacente Gran Premio tra le dune ha innalzato sul gradino più alto del podio un pilota che non aveva mai tagliato il traguardo per prima.

Perez è in Formula Uno da una vita. Ha avuto le sue occasioni, ma è capitato in McLaren nel momento sbagliato. È un ex allievo della Accademia Ferrari. Incredibilmente, non ha un contratto per il 2021! O lo chiama la Red Bull o resta a casa...

L’IMPRESA. Però è tosto e ha scelto il modo più spettacolare per imporsi.

Mi spiego: toccato al via da un imbarazzante Leclerc (poi ne parliamo), dopo un giro il driver della Racing Point era ultimo. Ha improvvisato una straordinaria rimonta e poi è stato esaltato dagli autogol della Mercedes.

Perez è il primo messicano a vincere in Formula Uno dopo un digiuno durato 50 anni: nel 1970 a Spa trionfò Pedro Rodriguez.

Quello di Sakhir è il primo successo del team Racing Point, già Force India.

L’AUTOGOL. E la Ferrari? Velo pietoso. Leclerc si è buttato via con una partenza scriteriata e non è la prima volta. Carletto è un campione ma deve capire che un Gran Premio non finisce dopo poche curve. Per questo tra l’altro ad Abu Dhabi sarà anche penalizzato di tre posizioni.

Detto questo, la macchina è penosa. Vettel non è mai stato competitivo. In una gara che manda sul podio Racing Point e Renault, insomma, qualche domanda a Maranello dovrebbero pure farsela.

O meglio. Io spero se la siano già posto, l’imbarazzante interrogativo. Ma non ne sono tanto sicuro.