di Paolo Franci "Qui non basta neanche San Gennaro, ci vuole Tom Cruise semmai...". La gioiosa ironia napoletana, proverbialmente intrisa di fatalismo scaramantico, definisce perfettamente i contorni dell’impresa che attende il Napoli. Il Tom Cruise in questione è senza alcun dubbio quello di "Mission Impossible" anche se la speranza taciuta, strizzando ancora l’occhio alla star holliwoodiana, è quella che arrivi un giorno di tuono. Uno di quelli, appunto, alla Tommy il bello. D’altra parte, se c’è riuscita la Roma che pure lì ne aveva presi quattro, beh, perchè non dovrebbe potercela fare...

di Paolo Franci

"Qui non basta neanche San Gennaro, ci vuole Tom Cruise semmai...". La gioiosa ironia napoletana, proverbialmente intrisa di fatalismo scaramantico, definisce perfettamente i contorni dell’impresa che attende il Napoli. Il Tom Cruise in questione è senza alcun dubbio quello di "Mission Impossible" anche se la speranza taciuta, strizzando ancora l’occhio alla star holliwoodiana, è quella che arrivi un giorno di tuono. Uno di quelli, appunto, alla Tommy il bello.

D’altra parte, se c’è riuscita la Roma che pure lì ne aveva presi quattro, beh, perchè non dovrebbe potercela fare l’appuntito Napoli di Rino Gattuso? Già, perchè?

Perchè il calcio è terra di imprese e sterzate impensabili, come fu quella della Roma difranceschiana. Eppoi, guardali lì questi blaugrana, non fanno altro che litigare, chiedere la testa l’uno dell’altro, con un allenatore confermato che non ha la squadra dalla sua. Già però è il Barcellona e allora sarebbe come non temere il leone solo perchè sta litigando con un suo simile. Non una cosa granchè intelligente. Nè scaltra.

Però, è proprio guardando in casa Gattuso che ci si rende conto di quante cose possono cambiare in pochi giorni, se non in poche ore nel folle calcio a 35 gradi all’ombra e forse più. Cioè, il Napoli è ripartito forte, fortissimo. Ha fatto fuori l’Inter dalla Coppa Italia e poi, quella coppa l’ha alzata di fronte alla Juventus dei nove titoli di fila. Incipit pazzesco irrobustito dalla partenza a razzo in campionato. Vittoria a Verona tosta e convincente, bis in casa contro la Spal e poi testa china a Bergamo dove di questi tempi non è una notizia prenderle anche nettamente. Nessun calo dopo il ko con Gasp perchè è arrivata la doppia vittoria contro Roma e a Marassi sponda Genoa. Poi doppio pari con Milan e Bologna e da lì una leggera flessione.

Gattuso lamenta il fatto che la squadra segni meno di quel che produce. E’ vero, alle tante azioni offensive costruite, raramente corrispondono più di due gol, eccezion fatta nella vittoria con la Spal, giusto per citare le prime dieci partite di Serie A post-Covid. E, certo, a Barcellona servono i gol. E non prenderne. E da qui, la brutta notizia del ko di Manolas. Soprattutto, ci vorrà coraggio nel giocarsela sempre e comunque e in ogni zona del campo. Messi o non Messi. Il Napoli potrà contare sulla solidità e l’identità acquisita in una stagione comunque tormentata ma contrassegnata da un trofeo prestigioso. E dovranno essere i soliti noti a fornire una prestazione oltre la media per essere Tom Cruise. Ci vorrà un Milik spaccaporte, un Insigne a livelli di fantasia disneyana eppoi come non pensare al Mertens che decine di volte ci ha lasciato a bocca aperta?Sì, ci vorrà un Napoli hollywoodiano, di quelli che piacciono tanto ad Aurelio De Laurentiis. Un Napoli che certo non parte favorito e deve vincere al Camp Nou, non una cosa banale, peraltro con Insigne in forte dubbio. Però, l’idea che possa arrivare un giorno da ricordare, un giorno di tuono, a Soccavo ce l’ha più di qualcuno.