Mourinho sembra arreso a una stagione in sofferenza,. ritirato in panchina,. lontano dal suo. stile arrembante a bordo campo
Mourinho sembra arreso a una stagione in sofferenza,. ritirato in panchina,. lontano dal suo. stile arrembante a bordo campo
di Paolo Franci Mourinho non c’è più. E con lui la Roma. Il verdetto della seconda trasferta veneta stagionale è ancor più amaro e inquietante rispetto al ko di Verona. Certo sfregiato dall’ennesima oscenità arbitrale, per quel ’rigorino’ concesso in contromano rispetto alle indicazioni dell’Aia, senza considerare il netto fallo di Ibanez...

di Paolo Franci

Mourinho non c’è più. E con lui la Roma. Il verdetto della seconda trasferta veneta stagionale è ancor più amaro e inquietante rispetto al ko di Verona. Certo sfregiato dall’ennesima oscenità arbitrale, per quel ’rigorino’ concesso in contromano rispetto alle indicazioni dell’Aia, senza considerare il netto fallo di Ibanez un attimo prima del contatto Cristante-Caldara e - cosa ancor più grave - senza pensare di rivederlo al Var.

L’ennesimo schiaffo arbitrale però, non cancella gli errori e gli orrori della Roma e del suo allenatore che, davvero, sembra perlomeno confuso. Eppure il portoghese si era finalmente convinto, dopo 11 partite, che la Roma non ha uomini e struttura per giocare con il centrocampo a due dietro a tre trequartisti e una punta. E allora, a Venezia, difesa a tre, Pellegrini dietro alle due punte con l’ingresso di Shomurodov e centrocampo a cinque in fase difensiva. La cosa funziona, la Roma subisce un gol da polli in avvio poi però reagisce e dopo il settimo palo stagionale di Abraham la ribalta prima della fine del tempo. Con Mou imbullonato in panchina e così lontano da quello solito, arrembante a bordo campo, la Roma sfiora il terzo gol più volte in avvio di ripresa, subisce il rigore del 2-2 e qui Mou la fa grossa: fuori Kumbulla, dentro Carles Perez con Cristante in difesa e la Roma perde certezze equilibrio e partita. Alla fine Mou dirà di tutto, come gli capita ultimamente fino a dichiarare che "Bruno Peres e Juan Jesus - assai poco amati dalle parti di Roma - avrebbero fatto comodo", sottolineando ancora una volta la pochezza della sua rosa rispetto a Milan, Juve e non solo. Non il massimo dal punto di vista del rapporto con i suoi giocatori, ancora una volta.