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6 mag 2022

Mou è l’ottavo re, da Roma si vede l’Europa

Conference league, piegato il Leicester ed ennesima finale per il tecnico: giallorossi a Tirana il 25 maggio contro il Feyenoord

6 mag 2022
paolo franci
Sport
Josè Mourinho, 59 anni, vuole la conference League, unico trofeo che gli manca
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ROMA

1

LEICESTER

0

Primo tempo: 1-0

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio 6; Mancini 6.5, Smalling 7, Ibanez 6.5; Karsdorp 6.5, Cristante 6.5, Oliveira 6, Zalewski 7 (39‘ st Viña sv); Zaniolo 6 (33‘ st Veretout sv), Pellegrini 7; Abraham 7.5 (44‘ st Shomurodov sv). Allenatore: Mourinho 7

LEICESTER (4-3-3): Schmeichel 6; Pereira 5 (24‘ st Castagne sv), Fofana 5.5, Evans 6, Justin 6; Maddison 5.5, Tielemans 5.5, Dewsbury-Hall 5 (32‘ st Ayoze Perez sv); Lookman 5 (1‘ st Iheanacho 5), Vardy 5, Barnes 5 (1‘ st Amartey 5.5). Allenatore: Rodgers 5

Arbitro: Jovanovic (Serbia) 6.5

Rete: pt 11‘ Abraham.

Note: ammoniti: Mancini, Fofana, Karsdorp. Angoli 8-7. Recupero 2‘ pt, 5‘ st.

di Paolo Franci

Finisce in mezzo a cori assordanti, migliaia di bandiere, gli occhi lucidi di Claudio Ranieri, osannato dalla sua gente in tribuna. Finisce con la Roma in finale di Conference a Tirana contro il Feyenoord, mentre Tammy l’eroe abbraccia Mou, Zaniolo corre ovunque incontenibile e tutti gli altri a godersi i cori dell’Olimpico. Sì, la Roma si giocherà una coppa europea e lo farà perchè adesso è una squadra alla Mou: tosta, cattiva, concentrata come quella che ha combattuto e vinto contro il Leicester che, certo, non è il Liverpool nè il City, ma se l’è giocata con quel che aveva, da testimonial del calcio più ricco e forte al mondo.

La notte che culla i sogni non solo della Roma, ma di un Paese scivolato nella cantina del calcio che conta, ci mette dieci minuti a diventare il ruggito di 62mila tifosi. Lassù, sul cross di Pellegrini s’arrampica Tammy Abraham, per distacco il simbolo del Rinascimento mourinhano. E’ il 25esimo gol dell’ex Chelsea che ci ha messo poco a diventare un capopopolo neanche fosse nato tra le mura di Testaccio. Canta l’inno romanista, gesticola, aizza la folla, vive ogni secondo di ogni maledetta sfida con la passione tifosa dentro. Quella vera. E quando manda la Roma lassù, lassù in paradiso baci a tutti, baci al cielo, mentre in tribuna ’sir’ Claudio Ranieri, l’eroe di Leicester che nel 2010 qui non fu eroe per un caso blucerchiato- la maledetta partita con la Samp che cancellò lo scudetto - si illumina di giallorosso. Proprio vero, al cuor non si comanda. La Roma c’è, sogna la finale di Tirana, azzanna e poi concede, perchè solocerte notti sanno essere tempesta e paura al tempo stesso. Certo, siamo lontani anni luce dall’incredibile impresa degli eroi el Bernabeu, ma questo passa il convento e allora, per una volta, godiamocela. .

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