di Paolo Franci Tre lettere: Mou. Tre sole lettere per stupire e poi far esplodere di gioia il popolo giallorosso in un piovoso pomeriggio romano. Mou, sì, Mou. Non è una fake news nè uno scherzetto social. Mou alla Roma, sì, tutto vero. Il colpo dei Friedkin è un ’all in’ da esperti pokeristi che in una sola mano rimette in piedi la Roma e la lancia nell’orbita dei sogni. Mourinho farà la guerra uno contro tutti. Sarà allenatore, capopolo, ribelle, pirata e guai a toccargli la ciurma. Dopo quel ’Daje Roma’ sui social che ha infiammato la città, tutti a chiedersi cosa dirà della Lazio, della Juve nemica di sempre e di quell’Inter gemellata con i laziali indigesta come una peperonata alle...

di Paolo Franci

Tre lettere: Mou. Tre sole lettere per stupire e poi far esplodere di gioia il popolo giallorosso in un piovoso pomeriggio romano. Mou, sì, Mou. Non è una fake news nè uno scherzetto social. Mou alla Roma, sì, tutto vero.

Il colpo dei Friedkin è un ’all in’ da esperti pokeristi che in una sola mano rimette in piedi la Roma e la lancia nell’orbita dei sogni. Mourinho farà la guerra uno contro tutti. Sarà allenatore, capopolo, ribelle, pirata e guai a toccargli la ciurma. Dopo quel ’Daje Roma’ sui social che ha infiammato la città, tutti a chiedersi cosa dirà della Lazio, della Juve nemica di sempre e di quell’Inter gemellata con i laziali indigesta come una peperonata alle quattro del mattino.

Lui però è l’eroe del Triplete che si concretizza non solo nella magnificenza di quella Champions vinta con il passo doble di Diego Milito, ma anche ai danni della Roma, la sua Roma, quando l’ultima illusione giallorossa assume i placidi connotati testaccini di Claudio ’Er Fettina’ Ranieri - uno che qualcuno dava per finito e poi firmerà una delle imprese più grandi della storia del pallone con il Leicester - e si infrange su quel doppio Pazzini all’Olimpico contro la Samp che spezza il sogno scudetto, consegnandolo all’Inter. Erano i giorni del "Non succede ma se succede..." romanista intriso di scaramanzia nella lunga rincorsa ai nerazzurri, negli anni di una rivalità accesa tra le sentenze di Calciopoli e la Juve in B. E mica finisce qui, perchè il rapacissimo Josè si prende pure la Coppa Italia, all’Olimpico con un graffio di Diego Milito.

Ecco, con Mou quel "Non succede ma se succede" è di nuovo nell’aria di Roma. E tornerà di moda anche lo ’zeru tituli’ sparato in faccia a chi guardava vincere l’Inter digrignando i denti. Per dire: ieri, già alle cinque del pomeriggio circolavano le prime magliette con la faccia di Mou, la corona da imperatore e il ’claim’ alla Giulio Cesare: Veni, Vidi, Vici. Ecco, a proposito. Nelle ore in cui gli interisti festeggiano il ’titulo’, guardare all’eroe del Triplete con il mantello giallorosso deve essere un po’ come se a Roma si scoprisse che Giulio Cesare era passato dalla parte dei Galli, con tanto di corna sull’elmo.

Certo non deve far piacere ai cuori nerazzurri, ma questo è il calcio. E in fondo, se un eroe juventino, Antonio Conte, può scrivere la storia interista, perchè no? Il calcio è bello proprio perchè le rivalità a volte si ribaltano e corrono in contromano. A Roma fu amatissimo Zeman che passò dalla Lazio alla Roma e dai romanisti esibito come un trofeo verso la sponda biancoceleste. Eppoi pensa che bello prima di Roma-Inter Mou e Conte davanti ai microfoni. Non lo paghereste il biglietto? E immaginatevi quante ne dirà, tra rumore dei (nuovi) nemici, la prostituzione intellettuale e tutto il resto. E dovesse tornare Allegri alla Juve? Ce la facciamo da noi, la SuperLega.

Friggono anche le quote dei bookmaker. Dalla Snai che piazza almeno un ’titulo’ stagionale romanista (dopo una vita) a 7,50; agli inglesi di Stanleybet che nonostante l’esonero col Tottenham vanno dritti: Roma campione d’inverno a 7,00, scudetto a 15,00.E in Borsa? quotazioni della Roma alle stelle: +21,2%. Già, entusiasmo travolgente. Ricordando anche Helenio Herrera divinità interista che tutto vinse in nerazzurro, passando poi alla Roma per vincere un trofeo anglo-italiano - roba che valeva negli anni 60-70 - e soprattutto, una Coppa Italia, che per la Rometta di quei tempi fu un gran bel ’titulo’, quello che i romanisti aspettano da tanto, troppo tempo.