Valentino Rossi sul podio in 125 (Afp)
Valentino Rossi sul podio in 125 (Afp)

Ci sono numeri che emozionano, nella storia infinita di Valentino Rossi. Li leggi, li rileggi e in un attimo rivedi mille capitoli di una leggenda incredibile. Nove i Mondiali vinti in quattro categorie diverse: uno nella classe 125, uno in 250 e uno nella 500. Classe che poi ha fatto spazio alla MotoGp, dove Rossi è diventato (e lo è ancora) il re assoluto. Sei i titoli Mondiali, cinque dei quali (storia da brividi) di fila, dal 2001 al 2005.

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La carriera di Valentino inizia a 2 anni e qualche mese, quando a casa di papà Graziano arriva una minimoto con le rotelle, su cui Rossi inizia a correre. Subito. Meglio se senza rotelle. E infatti baby-Vale le toglie subito. Poi ci sono gli anni del divertimento, dell’Apecar sulle strade di Tavullia, dei vigili che lo fermano. Troppo veloce, Rossi che nel 1996 debutta nel Mondiale, classe 125. Il primo podio arriva in Austria (4 agosto) la prima vittoria un paio di settimane dopo, a Brno. La moto di Rossi è un’Aprilia ’privata’. Aprilia che promuove Rossi nel team ufficiale nel 1997 e lui vince il titolo.

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Valentino Rossi in 125 in una foto del 1996 (Ansa)

Da campione del Mondo, Vale salta subito nella 250. Appena un anno di studio (1998) che comunque conclude al secondo posto nella classifica finale (alle spalle di Capirossi) e poi arriva il Mondiale (1999). Implacabile.

E’ alla fine di questa stagione che Rossi sbarca nella classe regina, la 500 e lo fa in sella a una delle moto più forti in assoluto. L’addio ad Aprilia coincide con l’abbraccio alla Honda. Siamo nel 2000, la stagione inizia in salita come l'esperienza nelle 500, ma Valentino si porta comunque a casa due Gp (Gran Bretagna e Brasile) e chiude al secondo posto finale. Sì, proprio come era stato nella classe 250, con la sua Honda ufficiale, la Nastro Azzurro, Rossi vince il primo titolo in MotoGp, iniziando la serie fantastica di trionfi mondiali.

Stagione 2002: nonostante il rapporto non facile con Honda, Vale batte tutti mettendo in fila 11 vittorie di gara e 4 secondi posti.

 

Valentino Rossi sul podio al Mugello nel 2002 (Afp)

Stesso film nel Mondiale 2003, ma alla fine della stagione le strade fra Honda e Rossi si separano. Uno strappo non facile, senza dubbio, ma Valentino cerca nuove motivazioni e soprattutto un ambiente più accogliente. Ed eccolo in Yamaha. Una Yamaha ancora piccola piccola che Rossi però sente sua. Il debutto, in Sudafrica è un brivido sulla schiena di tutti. Vale vince e piange. Poi la rincorsa folle e delicata sui favoriti, Biaggi e Gibernau e il Mondiale è suo.

Come lo sarà nel 2005. La sfortuna macchia il cammino di Valentino nella MotoGp 2006. Una caduta a Valencia gli ferma la corsa al titolo. Si piazza 13’ e il campione del Mondo sarà Hyden. Gli ultimi due titoli arrivano nel 2008 e nel 2009, mentre la stagione 2010 è quella segnata dal gravissimo infortunio subito da Vale al Mugello, nel corso delle prove. E’ il 5 giugno: doppia frattura alla gamba e intervento chirurgico. Lo stop costa la volata verso il Mondiale, ma Rossi compie comunque il miracolo di tornare in pista (il 18 luglio in Germania) appena un mese e 10 giorni dopo la sala operatoria.

Si chiude la prima parentesi in Yamaha ed ecco le due stagioni (2011 e 2012) in Ducati. Male, le cose vanno male. Rossi non si trova a suo agio sulla Desmosedici, soffre e non va oltre il settimo posto in entrambe le stagione. Nel 2011 è il dramma della morte di Simoncelli a segnare Valentino, fra l’altro, insieme ad Edwards coinvolto nell'incidente, in Malesia, costato la vita al Sic.

Il ritorno in Yamaha è nel 2013, ma lo strapotere Honda e Marquez fanno scivolare indietro le ambizioni di Valentino. Vale che nel 2015 perde il Mondiale per lo scontro proprio con Marquez. L'amicizia fra i due finisce in Malesia dopo un corpo a corpo in pista, Rossi entra in... contatto con Marquez in un sorpasso pericoloso. La manovra è considerata scorretta e quindi da punire. La punizione per Vale sarà la partenza dall'ultima posizione a Valencia, nell’ultimo Gp della stagione. Impossibile difendere e difendersi (7 punti di vantaggio) da Lorenzo che diventa campione del Mondo. Fra i fischi.

Il 2016 inizia con il piede giusto. Valentino punta dritto alla ’stella’ dei suoi Mondiali (il numero 10 in carriera), ma grinta ed ottimismo non bastano, come la continuità di risultati che comunque coincide con sole due vittorie.

Rossi è secondo e con il 2017 inizia la fase della sua carriera più complicata e avida di risultati. Il 25 giugno, in Olanda, Vale vince un Gp spettacolare e salta sul podio come un ragazzino. Un ragazzino di 38 anni e 129 giorni, ovvero il pilota ’più vecchio’ della storia a vincere una gara di MotoGp (e classe 500). E’ questo l’ultimo lampo vincente di Rossi che dal giugno 2017 non ha più vinto.

La Yamaha, la sua M1, non è più la moto che poteva avvicinarlo al sogno e soprattutto soffre la forza della Honda, il rilancio della Ducati e la sorpresa della Suzuki, campione del mondo nell’anno della pandemia, il 2020. Siamo al 2021. Rossi passa dal Team Yamaha ufficiale a quello satellite targato Petronas. I risultati non arrivano, le prospettive si fanno cupe subito dopo l’inizio della stagione. Vale nel frattempo vara il progetto Team VR46-Ducati che nel 2022 sbarca in MotoGp. E un altro sogno realizzato. Prima del futuro. Del suo nuovo futuro.

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