Alessio "Uccio" Salucci, mostra il casco di Valentino Rossi  (Ansa)
Alessio "Uccio" Salucci, mostra il casco di Valentino Rossi (Ansa)

Bologna, 22 agosto 2019 - Cominciamo dagli auguri, visto che è fresco, freschissimo, di nozze. "Grazie, grazie davvero...", sorride Uccio Salucci. Che per tutti, da sempre, è molto più semplicemente, Uccio, l’amico, il vero amico, nonchè stretto collaboratore di Valentino Rossi.

A proposito, rimanendo al suo matrimonio, che testimone di nozze è stato Vale? Vogliamo la verità, eh...

"Due parole (sorride ancora, ndr). Un testimone elegante e perfetto".

E dire che per Rossi, quei giorni, erano quelli in cui in tanti parlavano di pensione, di voglia di mollare...

"Quelle storie, quei discorsi mi facevano sorridere. Per fortuna, vivendo tutti i giorni con lui, conosco bene la realtà di Vale e i suoi progetti sono assolutamente altri".

Dunque: punto primo, nel 2020 ritrovermo un Rossi super-competitivo?

"La Yamaha sta lavorando bene per la moto del prossimo anno. A Valencia, ultima tappa della stagione, scopriremo la M1 del 2020 e sono convinto sarà una gran moto. Se a questo aggiungiamo che Vale è in grandissima forma e ha una voglia matta di correre... tiri lei le conseguenze".

Allora azzardiamo: Rossi potrebbe non fermarsi anche dopo il 2020. E’ troppo?

"Secondo me tutto dipenderà da come andrà la prossima stagione. Se Vale dovesse andare forte e facesse un bel 2020, perchè non pensare di vederlo in pista anche nel 2021 e nel 2022. Sì, sì... tutto può succedere".

In Yamaha però ci sono già degli ottimi eredi, non trova?

"Vero, verissimo. Però io dico: bravo Vinales e anche Quartararo è ok. Poi vai a guardare la classifica e tutti e due sono dietro".

Rossi sarà protagonista anche del finale di questo Mondiale?

"Su questo preferisco sbilanciarmi meno. Me lo auguro, certo, ma il 2019 rimane un’annata strana".

Eppure in Austria, Vale ha sfiorato il podio...

"Ecco, bravo. Se avessi fatto l’intervista prima di Zeltweg avrei detto che per noi sarebbe stata una gara difficile e invece, per poco, c’è scappato il podio. Viceversa, prima di Jerez o il Mugello, mi sarei detto ottimista, ma poi i risultati... Insomma, questa stagione è assolutamente imprevedibile, anche se Vale negli ultimi otto Gp darà il 150 per cento".

Uccio, parliamo un attimo della vostra Academy. Perché qualcuno degli allievi (Baldassari, Bulega e Foggia) ha deciso di andarsene?

"E’ normale. Fa parte del ciclo delle cose. Nel calcio ci sono giocatori che cambiano maglia una volta all’anno... L’imporante è come ci si lascia. Il resto lo dirà il futuro".

A proposito, già identificati i prossimi talenti della Vr46?

"Un anno fa avevamo 300 piloti giovanissimi sotto osservazione, adesso siamo arrivati... a quattro. Sì, ne abbiamo quattro nel mirino anche se a entrare nell’Academy potrebbero essere soltanto un paio. Per lavorare meglio e al meglio, forse è bene avere qualche allievo in meno".