L'abbraccio tra Dovizioso e Marquez a fine gara (LaPresse)
L'abbraccio tra Dovizioso e Marquez a fine gara (LaPresse)

Spielberg, 11 agosto 2019 - Il Gran Premio d'Austria 2019 è di Andrea Dovizioso. Il forlivese della Ducati passa Marquez all'ultima curva e riaccende una stagione di Motogp che sembrava monopolizzata dal campione del mondo della Honda. Sul podio anche Fabio Quartararo, mentre Valentino Rossi batte un colpo e porta casa un buon quarto posto. Ecco le pagelle di Riccardo Galli

Andrea Dovizioso, 10. Strepitoso. Regala emozioni e spettacolo. E non molla il feudo Ducati (l’Austria) al nemico. La sua è la vittoria dell’onore. Una prova di forza che profuma di capolavoro.

Marc Marquez, 9. Strepitoso anche lui. Insegue, sorpassa, subisce e ci riprova. E fin qui tutto regolare. La genialità di Marc è però quel voler non mollare mai, quel rischiare il tutto per tutto, anche  quando la classifica ti dice che ti puoi accontentare.

Valentino Rossi, 8. La gara del cuore. La domenica della grinta. Sta risalendo, Vale, e il risultato sulla velocissima pista austriaca, è un tesoro su cui imperniare tutta la seconda fase del Mondiale. Non arriva sul podio. Ma è prontissimo a tornarci.

Fabio Quartararo, 7. C’è lui dietro i due mostri di Zeltweg. Forse aveva capito subito che tentare di stare lassù, in mezzo a quel duello sarebbe stato… un errore. Meglio un podio d’oro che una sportellata dagli assatanati Dovi e Marc. Alzi la mano chi non è d’accordo.

Francesco Bagnaia, 7. In Austria dà la scossa alla propria stagione. Lotta nel gruppo con accenni di scatti in avanti che fanno ben sperare. Pecco si è sbloccato. E ha scelto di farlo nell’appuntamento più complicato. Avanti così.

Danilo Petrucci, 7. Bravo nonostante le difficoltà. Ha vissuto un week end di quelli da ‘mollo tutto e torno a casa’. Invece non ha mollato, è stato nella battaglia e alla fine ha chiuso con un sorriso. Appuntamento a Silverstone.

Maverick Vinales, 6,5. La cosa più bella sono i tentativi di dare fastidio a Rossi. Merce rara, questa, nella prima parte dell’annata. La sua Yamaha ha girato per il verso giusto e lui ha provato a mettere a frutto le buone sensazioni. Ma se Rossi torna Rossi…

Jack Miller, 5. Getta al vento un’occasione d’oro. Poteva brindare alla riconferma in Pramac con un risultatone. E lo avrebbe meritato. Paga forse le troppe pressioni incassate in questi giorni di fantamercato. Peccato.

Jonhatan Zarco, 5. Niente. Anche questa volta non pervenuto. Stagione orribile, nonostante gli sforzi della Ktm e i suoi. Ci si accorge che è pista solo perché di tanto in tanto il nome rimbalza sulla lista dei tempi. Poi il buio.

Andrea Iannone, 4. Laggiù, in coda. Anche in questa gara. E come, purtroppo, è ormai consuetudine dall’inizio del  2019. L’Aprilia spinge, si corregge, prova a cercare e dare segnali di riscossa. Ma lui non c’è. Sembra la trama di un incubo.