MotoGp, il podio della virtual race di Silverstone
MotoGp, il podio della virtual race di Silverstone

Roma, 31 maggio 2020 - Pole, gara e intervista sul podio: qualcuno, forse (e con il sorriso sulle labbra) si sarebbe potuto chiedere se quel Jorge Lorenzo lì, collegato con la piattaforma eSport di Dorna, non era lo Jorge Lorenzo che, ormai troppo tempo fa, vinceva e portava a casa il Mondiale. Insomma, altro che Gp virtuale a Silverstone. Certo, se ci fossero stati anche Marquez e Rossi… Vabbè, con loro l’appuntamento è alla prossima.

Jorge Lorenzo, 10. Rigido, concentrato e davvero bravino al joystick. "Mi sono allenato prima di debuttare", aveva annunciato. Una domanda seria: ma se aveva e ha tutta questa voglia di vincere e di combattere, perché si è ritirato?

Fabio Quartararo, 9. Nell’Inghilterra virtuale va sul podio (terzo) e finalmente sorride. Rimane il mistero che da un lato lo vuole il più forte nelle gare dal divano, ma poi incassa poco o niente. Misteri dell’eSport.

Tito Rabat, 9. Secondo e sorridente. Si diverte, anzi prende proprio in giro Lorenzo e Quartararo. Insomma, si sente il vincitore ‘virtuale’ della gara virtuale. Guida fluida, pochi svarioni e sempre concentrato.

Takaaki Nakagami, 8. Un po’ meno kamikaze rispetto alle altre gare. Comincia malissimo e fra strike di rivali subito dopo il semaforo verde. Poi tenta la fuga. Sì… c’ha provato davvero a vincere. Molla sul piano della concentrazione e perde posizioni. Ma non si scatena come killer e questo è già un risultatone.

Michele Pirro, 6. Voto difficile per il pilota Ducati. Fa vedere belle cose, da’ l’idea di arrivare lassù, molto in alto, poi ruzzola. In staccata, nel tentativo di sorpasso, nel contatto con qualcuno: gli manca sempre qualcosa. Come si dice a scuola… potrebbe fare di più.

Lorenzo Savadori, 5. Tester perfetto (si parla delle sfide sul virtuale, eh) per Aprilia, anche se davvero dovrebbe osare qualcosina di più. Fa il compitino e lo fa bene. Ma il coraggio, quello di osare non gli arriva. La foto  migliore è un duello, con una raffica di sportellate, con Pirro. Da rivedere.

Pecco Bagnaia, 3. Un disastro. Cade sei volte in 10 giri. Al joystick sembra freddo e determinato. Dai ‘cozzi’ e dalle imprecazioni (ovviamente con un sorriso a denti stretti) sembra invece un tipo condizionato dall’ansia di prestazione. Insomma, l’esatto opposto rispetto a quanto fa vedere lontano dal virtuale. Mistero.