Valentino Rossi
Valentino Rossi

Roma, 2 marzo 2020 - La MotoGp si ferma. E l’inizio del Mondiale slitta di oltre un mese. L’emergenza coronavirus, insomma, blocca l’avvio di stagione a sette giorni del primo semaforo verde, quello che domenica prossima si sarebbe dovuto accendere a Losail per il Gp del Qatar. Invece niente. Così, dopo la riunione andata in scena nel tardo pomeriggio di ieri fra Dorna (la società che gestisce la MotoGp), Federazione Internazionale e Irta, è arrivata la decisione di bloccare la partenza per il Qatar di tutti i team e annullare il week end della MotoGp. Da vedere, invece, che cosa accadrà con la Moto2 e la Moto3 che sono in Qatar da qualche giorno per la sessione di test ufficiali e che quindi potrebbero decidere se iniziare regolarmente la stagione. Vedremo.

Di sicuro c’è che il coronavirus ha stoppato la MotoGp. E non solo in Qatar. Niente secondo Gp della stagione (il prossimo 22 marzo) in Thailandia. Il paese, considerato ad alto rischio per la vicinanza alla Cina, avrebbe dovuto  ospitare la gara successiva a quella di Losail, ma anche in questo caso si è preferito evitare che la macchina del Motomondiale andasse incontro a un week end pericoloso per l’emergenza sanitaria.

La differenza fra i due primi Gp della stagione è che quello del Qatar è stato annullato (e quindi non sarà corso), quello della Thailandia invece (e al momento) è stato annullato e fatto slittare ad altra data. Forse in autunno, forse a ottobre, ma non è detto.
Così la stagione 2020 della MotoGp scatterà solo ad aprile (il 5) con il Gp degli Stati Uniti, in Texas. Salvo, anche in questo caso, nuovi cambiamenti di direzione. Da ieri, in effetti i collegamenti aerei fra gli Usa e l’Italia si sono ridotti per tentare di arginare il contagio.

Tornando alla giornata di ieri, gli organizzatori hanno fatto di tutto per evitare che l’appuntamento del Qatar saltasse, ma il governo del paese arabo è stato irremovibile sui controlli che avrebbe fatto sui voli in arrivo dall’Italia (come dal Giappone), dettando all’autorità aeroportuali una serie di controlli rigidi e inflessibili che avrebbero messo in difficoltà lo sbarco (con il rischio di quarantena o rientro in immediato in Italia) di team e addetti ai lavori.