Enea Bastianini, terzo a Misano (Ansa)
Enea Bastianini, terzo a Misano (Ansa)

Misano, 19 settembre 2021 - Motomondiale 2021: nella MotoGp trionfano la Ducati e un Bagnaia che vince con una prepotenza da supereroe. Sul podio anche Bastianini, la sorpresa più bella del Gp di San Marino sul circuito di Misano intitolato a Marco Simoncelli. Brividi per i saluti a Rossi.

Pecco Bagnaia, 10. Vittoria straordinaria. Bravo a scattare e scappare subito. Bravissimo ad allungare e fenomenale a controllare il risveglio e la pressione di Quartararo che negli ultimi tre giri ha iniziato a braccarlo da vicino. Vicinissimo. Ma Pecco non ha mollato. Da vero numero uno.

Enea Bastianini, 10. La sua gara è stata un capolavoro. Porta la più piccola delle Ducati (quella del Team Avintia) sul podio. Podio sulla pista di casa sua, a due passi della sua casa in Riviera. Rimonta da brividi e sorpasso decisivo su Miller. Applausi.

Fabio Quartararo, 9. Quando decide di andare a prendere (o almeno provare a farlo) la Ducati di Bagnaia, fa paura. Guida senza sbavature e taglia i secondi di distacco come un rullo compressore. Fa fruttare al massimo un secondo posto che gli permette di rimanere il leader del Mondiale.

Aleix Espargaro, 7,5. Lucido, concreto, motivato. Porta l'Aprilia sempre più vicino al paradiso. Si diverte anche a stuzzicare e provocare Quartararo e Marquez. Perde qualche colpo da metà gara in poi, ma la prospettiva per lui e per la RS-GP è incoraggiante.

Marc Marquez, 7,5. Quando si inserisce nella battaglia che sia per puntare al podio o scavalcare l'avversario e guadagnare la posizione, sembra tornato quello di sempre. Poi deve abbassare un po’ i toni (la spalla continua a essere un problema) ma si avvicina al podio.

Valentino Rossi, 6,5. Il voto è per la sua festa, per le emozioni che il suo pubblico, la sua gente, i suoi numeri 46 in giallo l'hanno circondato di affetto e di brividi dopo la fine della gara. Rossi a Misano ha vinto. Lontano, lontanissimo, dal podio ma nel cuore di tutti. Come sempre.

Joan Mir, 5,5. Gara più in salita del previsto e troppo a lungo lontano dai primi, dai più veloci. Fa poco da campione del Mondo in carica e alla fine porta a casa il minimo. Che non basta. A lui, come del resto al suo team. Nel testa a testa in casa Suzuki, rischia quasi sempre di trovarsi a rincorrere. E non va bene.

Franco Morbidelli, 5. Il primo week end dopo l'infortunio e la promozione nella M1 ufficiale si è concluso così e così. Ma bisogna essere obiettivi, chiedere di più al Morbido sarebbe stato ingiusto. Work in progress per tornare fra i migliori.

Johann Zarco, 4,5. Tutta colpa di una condizione fisica da ritrovare. Non sta bene e soffre. Soffre perché non gli riesce di fare quello che gli piace di più: braccare l’avversario e puntare a piazzamenti in odore di podio. Ce la mette tutta, ma non basta. Peccato

Andrea Dovizioso, 4,5. Ok che la ruggine dopo mesi e mesi senza gare non è facile da sciogliere. E va bene anche ricordarsi che nella sua pausa, Dovi aveva addirittura guidato più volte l’Aprilia anziché la Yamaha dove si è seduto. Ma un intero week end all’ultimo posto… no, non ce lo aspettavamo.

Jorge Martin, 4. Troppa foga. Troppo preso dal duello con Quartararo ed eccola la sbavatura, l’errore che manda al diavolo una domenica che poteva essere piacevolissima. Il bravo pilota Pramac ha pagato a carissimo prezzo la sua ansia da prestazione.