Maverick Vinales (Ansa)
Maverick Vinales (Ansa)

Sepang, 3 novembre 2019 - Maverick Vinales vince in solitariala il Gp di Malesia di MotoGp 2019, 3 secondi di vantaggio alla bandiera a scacchi, davanti al connazionale e campione del mondo Marc Marquez. Vinales ha dominato dall'inizio alla fine. Terzo un ottimo Andrea Dovizioso, che è roiuscito con la sua Ducati a tenere dietro la Yamaha di Valentino Rossi. Ottimo sesto posto per Franco Morbidelli.  

Sepang, rivivi la gara

Le pagelle di Ricardo Galli 

Maverick Vinales, 10. Gara di prepotenza. Torna caparbio anche se la stagione è ormai al tramonto, ma tira fuori tutta la forza della Yamaha. Si tiene dietro Marquez e la cosa non è casuale e trascurabile. Messaggino per il 2020.

Andrea Dovizioso, 9. La Ducati è lì. Ancora una volta vicinissima ai più veloci, ma non basta. Il voto alto è tutto per il Dovi che dimostra di non voler mollare mai, anche se il futuro rimane un’incognita sulla quale si dovrà lavorare molto. In ogni caso: top.

Valentino Rossi, 9. Si diverte e se (finalmente) torna a trovarsi bene sulla M1 porta a casa il risultato. Di sicuro è il più divertente della giornata. Il duello con Dovizioso rimane uno dei temi belli del Gp. Che cosa gli manca per tornare a puntare al successo? Che l’intesa con la Yamaha sia almeno al 90 per cento come per Vinales. Vale è ancora al 70 per cento.

Marc Marquez, 8. Capisce che la Yamaha vuole chiudere la stagione con il piede giusto. E soffre? Davvero Marc soffre un po’? Eh sì, perché di sicuro a pari moto a Sepang avrebbe fatto di tutto per mangiarsi Vinales e vincere. Invece è stato costretto a inseguire e ad accontentarsi. Per lui il secondo posto equivale a una sconfitta.

Alex Rins, 7. Gli piace da matti stare a dar fastidio a Rossi e Dovizioso. E poi la sua Suzuki è davvero una delle più belle sorprese del 2019. Coraggio e tenacia sono qualità che il giovane Rins si porta dentro e con le quali puntare in alto. Ci riuscirà molto presto.

Jack Miller, 6. Quando si parla di lui è sempre bene non guardare il piazzamento finale. Jack è un leone che in questo Mondiale ha portato in alto la bandiera della Ducati Pramac. Il processo di maturazione viaggia a gonfie vele, i punti in classifica non sono pochi, anzi. Ora lo aspetta l’esame di maturità, nel 2020.

Franco Morbidelli, 5,5. Ci si aspettava molto di più Primo perché la sua Yamaha fino alle qualifiche è stata super, secondo perché il Morbido aveva motivazioni da vendere. Invece ne è uscita una gara in salita e con zero soddisfazioni. Ok, la colpa non è solo sua, ma un guizzetto d’orgoglio avrebbe fatto solo bene.

Fabio Quartararo, 5. Che peccato. Numero uno assoluto e favorito dopo le qualifiche, in gara si è spento subito. Paga un’esperienza ancora da affinare e paga le pressioni che lo vedono (giustamente) top drive della Yamaha che verrà. Fatto sta che Quartararo si arrende quasi subito e rovina la sua domenica. Anzi, la sua occasione per volare e battere il pugno sul tavolo.

Andrea Iannone, 5. Di sicuro non avrebbe fatto miracoli, ma stava portando a punti una buona Aprilia che a Sepang non era certo a casa sua. Spinge bene nei settori che preferisce, si difende dove la strada si fa in salita. Poi il ‘crash’ e addio a tutto. Peccato.

Jorge Lorenzo, 4,5. Meno un Gp alla stagione maledetta. Jorge sta sulla sua Honda come quello che non vede l’ora di finirla. Diciamo pure che quasi non la sfrutta per guardare al domani. Già, ma quale domani? Il discorso torna sempre lì: siamo proprio sicuri che lo spagnolo sarà guida Honda anche nel 2020? Mah…