MotoGp Motegi 2019, Valentino Rossi (Ansa)
MotoGp Motegi 2019, Valentino Rossi (Ansa)

Roma, 19 ottobre 2019 - Marquez continua a lavorare in solitario. Come se niente fosse, come se si dovesse ancora combattere per qualcosa. Pole, prima fila e avanti verso il Gp. Ovviamente da vincere. Così i riflettori delle qualifiche della MotoGp vanno a concentrarsi su un altro paio di situazioni sulle quali vale la pena soffermarsi. La prima (sicuramente positiva) parla delle prestazioni da big di Antonelli (Sic 58) e Marini (Sky-Vr46). Lampi italiani e pole italiane in Moto3 e Moto2. Risultati, questi, che fanno intravedere una luce - ancora da confermare in pieno - nel panorama delle classi più piccole.

L’Italia, insomma, c’è. E questo sicuramente lo avevamo capito anche in altre occasioni, ma adesso quella giovane Italia deve fare l’ultimo passo, quello di arrivare a recuperare spazi nella classe maggiore. E qui ecco l’altro concetto. L’Italia, in MotoGp, è di nuovo sparita e Rossi è addirittura sprofondato (decimo). Ma per Vale la situazione appare decisamente più grave. Il discorso è questo: gli equilibri in Yamaha continuano a pendere sempre più in suo sfavore. Lui arranca, soffre, si dibatte e continua a lottare, ma finisce all’inferno. I compagni di… marchio invece volano: tre Yamaha nelle prime quattro posizioni. E alle spalle del mostro Marquez. Insomma, Morbidelli, Quartararo e Vinales sanno far girare al top una M1, quella stessa M1 con cui Rossi proprio non va. Situazione delicata, questa, che potrebbe avere ripercussioni sugli schemi del 2020. Occhio.