Francesco Bagnaia (Ansa)
Francesco Bagnaia (Ansa)

Misano Adriatico, 19 settembre 2020 - E’ un sorriso amaro quello di Pecco Bagnaia che in un secondo è passato dalla gioia e la soddisfazione per un tempo ’bomba’ e una pole leggendaria, a una poco scoppiettante seconda fila. Sorride perché ha capito che la sua Ducati Pramac, grazie a lui può davvero arrivare in alto, molto in alto. Poi il gesto di stizza per un risultato in qualifica che lo penalizza, che lo ha fatto tornare sulla terra. Tutta colpa di quel passaggio sul ’verde’, l’appendice al cordolo sulla quale non si deve transitare per evitare la penalizzazione, e che lui ha ’occupato’ proprio all’uscita dell’ultima curva. E’ stato in quell’attimo che Bagnai ha dovuto dire addio alla pole del Gp dell’Emilia Romagna, dove comunque – in gara – lo si vedrà protagonista.

Bagnaia, dunque, nel bene e nel male Re del sabato di Misano (la pole è andata all’altro assatanato delle qualifiche, Vinales), mentre l’Italia della MotoGp ha vissuto una giornata troppo in salita per essere tutta vera. Rossi alla fine è stato quello che tutto sommato (Bagnaia e Pramcac a parte) se l’è cavata meglio. Ha sfiorato la seconda fila e si è messo dietro Morbidelli e Petrucci. Diverso il discorso per Dovizioso che proprio a Misano sarà chiamato a giocarsi lo step decisivo nella rincorsa al ruolo di favorito al titolo ma che nelle qualifiche ha avuto limiti e problemi. In sintesi, la sua Desmosedici è la quarta di tutto il pacchetto ufficiale della Ducati. E’ in quarta fila e a Misano, si sa, partire così indietro non aiuta. Anzi. Servirà un miracolo. L’ennesimo firmato DesmoDovi.