Dovizioso e Petrucci in azione a Spielberg (LaPresse)
Dovizioso e Petrucci in azione a Spielberg (LaPresse)

Spielberg (Austria), 10 agosto 2019 - Ci si aspettava di più, molto di più dalle qualifiche della Motogp in Austria. Per almeno un paio di ragioni. La prima: Zeltweg, insieme al Mugello, è la pista più amata e adatta alla potenza delle Ducati. Seconda ragione: dopo qualche giorno assolutamente complicato con le voci e il ‘fantasma’ di Lorenzo aggirarsi da quelle parti, il team di Borgo Panigale puntava a rispondere e chiudere ogni fastidiosa chiacchiera con un risultatone in qualifica. Invece niente.

La diretta del Gran Premio d'Austria 2019

E anche il Gp d’Austria è iniziato nel segno forte e chiaro di Marquez. Pole da razzo che punta su Marte, distacchi dagli avversari (vicini e lontani) da brividi e Yamaha e Ducati che annaspano. Sì, proprio in quest’ordine, ovvero Yamaha e poi Ducati, a conferma che il 2019 delle Rosse sta rischiando davvero di prendere una brutta piega. Dovizioso a Zeltweg si sente a casa. La Desmo idem, ma le qualifiche sono state uno stillicidio. Terzo posto (e almeno prima fila) per Dovi, posizione da incubo per Petrucci in seguito a una caduta. A sorridere è solo il bravo Bagnaia (Ducati Pramac), quinto posto, seconda fila e all’orizzonte una gara da gustare. Poco, però, davvero poco per le ambizioni di una Ducati che così, rischia di lasciare pista aperta a Marquez che in Austria non ha mai sorriso e questa volta punta a vincere. Per altro senza nemmeno troppi problemi.

Dimentichiamo qualcosa? Già, Valentino Rossi. Beh, anche per questa volta niente da fare. Bravo a guadagnarsi l’accesso alla volata per la pole, ma poi il tempo finale è il decimo. Tutto in salita, insomma, per Rossi. Preoccupato per il presente, è vero, ma forse anche per il futuro. La prima Yamaha 2020, quella provata lunedì lo ha soddisfatto a metà.