Quatar, 16 marzo 2018 - Eterno Vale. Altri due anni di contratto. Che poi diventano tre col 2018. Così, tanto "per non avere rimpianti". Rossi l’highlander sfida l’anagrafe. Come Dino Zoff al Mundial ’82, come Roger Federer che va avanti a suon di Slam, come Michael Jordan o Francesco Totti. Vale è pronto a correre fino a quasi 42 anni. Perché "la voglia è rimasta intatta" in tutte queste stagioni dal 1996. In mezzo 365 Gp (273 nella classe regina fra 500 e MotoGp), 115 vittorie e 9 titoli mondiali. Resta. Anche per il bene del Motomondiale, inutile nascoderlo.

Motogp Qatar 2018, prove libere 2 

Motogp Qatar 2018, prove libere 1 

Motogp Qatar 2018, orari tv (diretta Sky e differita Tv8)

Con la Yamaha – il team con cui fa coppia dal 2004 a parte la sofferente parentesi in Ducati nel 2011 e 2012 – osa dove nessun altro prima di lui. O quasi. Perché il suo eterno rivale a 41 anni suonati correva ancora. E ha vinto il suo ultimo titolo anche se in Superbike: "Io ce l’ho fatta, perché non potrebbe riuscirci anche lui?", la butta lì Max Biaggi. Appunto. Del resto, "sono sopravvissuto ai test invernali e quindi mi sono convinto di poter rinnovare per altri due anni", confessa Valentino. Consapevole che "sarà una sfida difficile". Ma anche quando passò dalla corazzata Honda alla Yamaha, pensa se non ci avesse provato. E visto che "mi diverto ancora ad andare in moto, visto che mi piace lavorare su me stesso, tenermi allenato, e visto che mi piace questo stile di vita, la firma sul contratto è stata scontata". Sa bene anche che "può essere una decisione rischiosa, ma se dovessi seguire questo ragionamento, allora avrei dovuto fermarmi sette anni fa", dopo l’ultimo titolo conquistato nel 2009.

Valentino Rossi rinnova con la Yamaha. In pista fino a 42 anni

Il suo pensiero va ai "tanti piloti che si sono fermati al vertice, come Schumacher o Biaggi. Molti non erano  soddisfatti e sono tornati in pista. Per questo ho deciso che io voglio correre fino alla fine". Sembrava che la fine fosse segnata dal contratto firmato a marzo 2016. Allora "pensai che avrei deciso nei due anni successivi quale sarebbe stato il mio futuro". Da grande, Vale ha deciso di continuare a fare il pilota. Dopo 25 stagioni in bacheca. E chissà, sarà l’ultimo rinnovo? "Ora ci sono percentuali più alte, ma non è detto". Perché "finché sarà così veloce, non si fermerà", è convinto Andrea Dovizioso.

E allora sì che son problemi: "Se c’è, il campionato se lo gioca", la constatazione amichevole del pilota Ducati. Ancor più in quella che si preannuncia"una stagione più equilibrata rispetto all’anno scorso – prospetta Rossi –. Ci sono una decina di piloti che possono lottare, gara per gara, almeno nella prima parte del campionato, poi è inevitabile che la rosa si restringerà". E lui? Lui continua ad avere fame del decimo titolo. Scaramanzia impone di evitare slanci di ottimismo: "Sarà molto importante avere un buon pacchetto complessivo – analizza Valentino –. In alcuni settori dobbiamo lavorare perché a volte su certe piste e in determinate condizioni soffriamo un po’. Tutti insieme dobbiamo lavorare oltre che sul telaio anche sull’elettronica". Il resto lo dirà la pista. Da oggi si comincia a ballare.