Franco Morbidelli, 26 anni, debutta sulla Yamaha ufficiale: promozione meritatissima
Franco Morbidelli, 26 anni, debutta sulla Yamaha ufficiale: promozione meritatissima
Se la meritava una moto ufficiale. Scalpitava Franco Morbidelli. Lui, vice campione del mondo in carica, è stato capace di tirar fuori comunque l’impossibile da una Yamaha (Petronas) che quest’anno non ha mai fatto paura alla concorrenza. Non se lo sarebbe aspettato nemmeno lui un campionato così. Tormentato da guai tecnici e dalla rottura del legamento crociato sinistro e del menisco che lo ha spedito dritto sotto i ferri alla vigilia del Gp di Assen. Eppure il suo gp personale è riuscito a...

Se la meritava una moto ufficiale. Scalpitava Franco Morbidelli. Lui, vice campione del mondo in carica, è stato capace di tirar fuori comunque l’impossibile da una Yamaha (Petronas) che quest’anno non ha mai fatto paura alla concorrenza. Non se lo sarebbe aspettato nemmeno lui un campionato così. Tormentato da guai tecnici e dalla rottura del legamento crociato sinistro e del menisco che lo ha spedito dritto sotto i ferri alla vigilia del Gp di Assen. Eppure il suo gp personale è riuscito a metterlo in bacheca. Standosene sul divano di casa a seguire le gare in tivù. Mettere la firma sull’ingaggio in Yamaha ufficiale. Promosso sul campo. Per raggiungere il suo ex compagno di squadra (2018 e 2019) in Petronas. Franky in blu. Yamaha factory, con il leader del Mondiale Fabio Quartararo. Una rivincita. Una nuova avventura che ricomincia proprio in questo fine settimana. Al rientro dall’infortunio. Che ripaga Franky di tutti i sacrifici. E che conferma il fiuto di Valentino Rossi per i talenti. Perché quando si sono conosciuti il ‘Morbido’ aveva appena vinto il campionato della Stock 600 e il suo destino sportivo era destinato alla Superbike. Ma quando suo padre "ha compiuto il gesto" (come ha sempre voluto raccontare la tragedia famigliare che lo ha colpito) Vale lo ha invitato nella sua pizzeria a Tavullia e gli ha detto: "A te ci penso io, voglio seguirti e provare a portarti in Moto2".

Lui rispose con un sorriso di gratitudine e basta. Timidezza, umiltà, pazienza e un talento innato alimentato da una passione per le moto ereditata da papà Livio, meccanico con officina a Roma e un passato da pilota tra 80 e 125. Decidono di investire tutto su di lui. Si trasferiscono vicino a Tavullia. La vecchia amicizia con un certo Graziano Rossi, papà di Valentino, aiuta. E poi stavano a un niente dalla cava dove Vale si allenava con Andrea Dovizioso e Marco Simoncelli. Mancavano soltanto i soldi per correre nei campionati che contano. Ripiega nella Stock 600, nel 2013 arriva il titolo. Poi la tragedia famigliare. Da lì "mamma ed io abbiamo dovuto imparare a farcela da soli".

Hanno fatto di tutto perché "quell’atroce sofferenza non ci rovinasse". E "se non ci fosse stata la Academy, la mia famiglia, la mia fidanzata e tutti quelli che hanno creduto in me, oggi non so dove sarei". E invece oggi Franky è lì. Squadra ufficiale Yamaha. Lui, partito dalla Serie B e adesso pronto a giocarsi il titolo. Con la stessa moto di chi sta dettando il passo del Mondiale.

Marco Galvani