Aprile 2002, primo gran premio della stagione a Suzuka: a sinistra Rossi, campione in carica, vince davanti al giapponese Ryo e a Carlos Checa, a destra
Aprile 2002, primo gran premio della stagione a Suzuka: a sinistra Rossi, campione in carica, vince davanti al giapponese Ryo e a Carlos Checa, a destra
di Marco Galvani "Il peso del tempo si fa sentire. E non è solo una questione di anni, la testa conta tantissimo. Valentino ha fatto bene a provarci fino all’ultimo, anche se negli ultimi anni è stato sempre più difficile. E per noi che lo apprezziamo, è stata una sofferenza vederlo così: ha partecipato, ma non c’era nelle prime posizioni. Comunque anche con la sua nuova vita da ex pilota saprà sempre trovare il lato positivo". Carlos Checa ha trascorso vent’anni tra Motomondiale e Superbike, primo spagnolo...

di Marco Galvani

"Il peso del tempo si fa sentire. E non è solo una questione di anni, la testa conta tantissimo. Valentino ha fatto bene a provarci fino all’ultimo, anche se negli ultimi anni è stato sempre più difficile. E per noi che lo apprezziamo, è stata una sofferenza vederlo così: ha partecipato, ma non c’era nelle prime posizioni. Comunque anche con la sua nuova vita da ex pilota saprà sempre trovare il lato positivo".

Carlos Checa ha trascorso vent’anni tra Motomondiale e Superbike, primo spagnolo a conquistare nel 2011 il titolo nelle derivate di serie con una Ducati che "aveva 20 kmh di velocità in meno rispetto alle altre moto". La sua penultima stagione in carriera. "Avrei voluto fermarmi già nel 2012, sentivo di non avere più lo stesso fuoco, ma ho resistito. Il 2013 è stato un disastro e questo mi ha aiutato a decidere di smettere".

Ha smesso a 41 anni, Valentino a 42: cosa succederà?

"Quando corri hai un calendario che ti ha marcato la vita, poi devi reinventare tutto. Io mi sono dedicato alla famiglia, agli amici e allo sport, dalle bici alle auto (mi sto preparando per partecipare alla Dakar) fino al paracadutismo e agli aerei. Anche se con l’aereo che ho adesso arrivo solo a 230 kmh mentre in moto ho toccato i 340. All’inizio della ‘pensione’ senti un po’ il vuoto ed è importante trovare una cosa che ti dia, in un certo senso, le stesse emozioni. Ma a una certa età è inevitabile: quando il desiderio diminuisce vengono le paure, le incertezze, cominci a perdere confidenza e dubitare. Riflessioni che avrà fatto anche Valentino".

Avete corso insieme in Yamaha, nel 2004. A 25 anni aveva già 5 titoli. Che ricordi ha di quella convivenza nel box?

"Era in formissima, è subito andato forte, più di me. Fino a quel momento pensavo che la colpa fosse solo della moto, non mi ero mai messo in discussione. E invece l’arrivo di Valentino per me è stata una grande lezione. La perfezione non esiste, ti ci puoi avvicinare molto, ma se pensi che la colpa sia di qualcun altro, hai già perso".

Senza Valentino che MotoGp sarà?

"Rossi ha fatto bene a tutto il motociclismo, ma nessuno è indispensabile, ci saranno sicuramente altri protagonisti. Anche se il carisma di Valentino nessuno potrà portarlo di nuovo".

Quest’anno il titolo sembra destinato a Quartararo, ma quanto pesa la ‘crisi’ di Marc Marquez?

"Fabio è maturato tantissimo, è stato bravo e si sta meritando la posizione in classifica. Marc fisicamente non è a posto, su una Honda difficile da guidare. Sta soffrendo, ma ha ancora tutto il tempo per battere i record di titoli di Valentino".