Fausto Gresini (Ansa)
Fausto Gresini (Ansa)

Roma, 23 febbraio 2021 - I sorrisi più belli, lo ricordava spesso Fausto Gresini, era riuscito a regalarglieli Marco Simoncelli. Certo, anche quei due titoli mondiali conquistati quasi di prepotenza, i suoi due mondiali da pilota, grondavano di emozioni. Di sensazioni belle e forti. I sorrisi più belli, però, gli erano arrivati davvero quando c'era il Sic con lui, a girare il mondo, a sognare.

I sorrisi più belli, come il dolore più forte. Sì, perché quando il destino decise di strappargli Marco, Gresini cominciò a pensare che il mondo delle corse ti dà sì tantissimo, ma quando decide di toglierti qualcosa lo fa in modo perfido. Cattivo. Fausto – che era stato colpito duro anche dalla scomparsa del giapponese Kato – vacillò ma non crollò.

Già, perché se ami le moto, se la tua vita sono le moto, alla fine sai che è lì, con il loro rombo, i loro odori, i loro rischi che devi tornare. E ripartire. Anche per questo, Gresini ci metteva il cuore in quel suo progetto-lavoro che erano e rimarranno i team di Moto2 e Moto3 dove far crescere e sognare tanti giovani e bravi piloti.

Senza dimenticare, sia chiaro, le emozioni della MotoGp che Fausto si teneva stretta grazie ad Aprilia. Aveva mille idee e mille progetti, Gresini. Perché lui era così. Amava guardare avanti, mettersi sull’orizzonte mille sfide. Mille battaglie da vincere. Ma il destino di sicuro non gli aveva detto che sul rettilineo dei suoi sogni, un giorno sarebbe arrivato quel mostro di nome Covid. Fausto se l’è trovato lì, accanto, all’improvviso e ha iniziato a lottare. Come sempre, più di sempre. Ma questa volta l’avversario era diverso. Era subdolo, feroce, traditore. Gresini forse l’ha capito subito e ha provato a non mollare. Era questo il suo stile. Era così che aveva lottato e sognato tutta la vita. E di sicuro continuerà a farlo, lassù, fra le stelle dove corre anche quel sorriso del Sic.

Aneddoti e carriera di Fausto Gresini