Francesco Moriero, 52 anni, ha giocato con Lecce, Roma, Cagliari, Inter e Napoli
Francesco Moriero, 52 anni, ha giocato con Lecce, Roma, Cagliari, Inter e Napoli
Paolo Franci Per molti, far rotolare il pallone, che sia con i piedi o alla lavagna degli schemi, è un autentico paradiso. Il sogno accarezzato da ragazzini che si avvera. Per pochi, pochissimi, invece, è il paradiso terrestre. Lo è, letteralmente, per Francesco ’Checco Moriero’, da poche ore nuovo ct della Nazionale delle Maldive, ambizioni galoppanti e numero 158 del ranking Fifa. Ora, anche assecondando un po’ coloro che, ai tempi in cui Checco giocava alzavano il sopracciglio sulla sua dedizione totale all’allenamento e alla fatica, l’ironia potrebbe sgorgare spontanea, perchè nella terra che s’immagina più vicina alla dimora di Adamo ed Eva, ci vengono in mente dieci cose paradisiache, dallo snorkeling alla pesca d’altura, ma non la fatica...

Paolo Franci

Per molti, far rotolare il pallone, che sia con i piedi o alla lavagna degli schemi, è un autentico paradiso. Il sogno accarezzato da ragazzini che si avvera. Per pochi, pochissimi, invece, è il paradiso terrestre. Lo è, letteralmente, per Francesco ’Checco Moriero’, da poche ore nuovo ct della Nazionale delle Maldive, ambizioni galoppanti e numero 158 del ranking Fifa. Ora, anche assecondando un po’ coloro che, ai tempi in cui Checco giocava alzavano il sopracciglio sulla sua dedizione totale all’allenamento e alla fatica, l’ironia potrebbe sgorgare spontanea, perchè nella terra che s’immagina più vicina alla dimora di Adamo ed Eva, ci vengono in mente dieci cose paradisiache, dallo snorkeling alla pesca d’altura, ma non la fatica da pallone.

Anche se poi la rappresentativa delle Maldive si fa rispettare eccome nelle dinamiche del calcio asiatico. Dunque, non ce ne vogliano gli ospitali amici maldiviani, ma tanto ci piacerebbe sapere come è nata la scelta di ingaggiare Moriero, anche se le vie del pallone a volte sono più infinite (perdonate la licenza) di quelle dell’Altissimo. In ogni caso, l’ex Inter che ’letteralmente’ s’inginocchiò per lustrare il piede destro a Ronaldo dopo un gran gol contro il Piacenza a San Siro, non è che non abbia mai ceduto al fascino dell’esotismo da panchina. Anzi. La sua prima volta l’ha conosciuta lontano dal nostro calcio - isterico ma anche un po’ ’mammone’ e legato alle radici - e l’ha consumata in Costa d’Avorio nel novembre 2006 allenando l’Africa Sports National.

Qui da noi, da allenatore, dal lontano 2006 all’altro ieri, quando ha firmato il contratto con il pallone da snorkeling, è passato dal Grosseto al Lecce, ha allenato il Lugano e, nell’ultima stagione, la DInamo Tirana in Albania. Moriero ha firmato un contratto di un anno e, sicuro, va a lavorare sul campo più bello al mondo, perlomeno come colpo d’occhio e scenario. Non gli hanno accordato la possibilità di portarsi qualcuno del suo staff e dovrà fare con quel che troverà. E non è che la sfida sia poco amibiziosa. Anzi. Le Maldive hanno cambiato commissario tecnico all’indomani dell’esclusione dalla finale per la Coppa dell’Asia meridionale. La sconfitta subita per 3-1 contro l’India del 13 ottobre scorso li ha tolti dalla finale contro il Nepal. Un passo falso che ha fatto il paio con l’eliminazione nella corsa al Mondiale del Qatar. E a Moriero toccherà ricostruire il pallone maldiviano con l’ambizione di puntare alla fase finale del Mondiale 2026.

Checco Moriero è uno dei tanti allenatori italiani che scelgono la via esotica per rilanciarsi, per passione o anche per tornare a sentirsi vivi, sul campo, con i ’fratini’ per fare le squadre e il cronometro al collo. E non sono tutti Ancelotti o l’attor giovane De Zerbi, tecnico dello Shakhtar Donetsk. A proposito: un discepolo di De Zerbi e suo assistente al Sassuolo, il giovanissimo Francesco Farioli, 32 anni, è impegnato nella Super Lig turca a fare cose strabilianti sulla panchina del Karagumruk. E’ un talento ed è stato già vicino allo Spezia. C’è poi Giovanni Costantino, altro giovane di talento cresciuto con Marco Rossi che allena in Ungheria l’Mtk Budapest. Si è costruito un carrierone in Giappone Massimo Ficcadenti, che ora allena il Nagoya Grampus. In Cina è andato invece Fulvio Pea, al Nanjing City, serie B cinese. Mentre l’ex collaboratore di Conte, Angelo Alessio, guida il Persija Giacarta, in Indonesia, altro luogo un bel po’ esotico. Un altro nomade della panca è senza dubbio Paolo Tramezzani, che ha allenato Lugano, Sion, Apoel Nicosia e poi l’Hajduk Spalato, l’Al Faisaly, club dell’Arabia Saudita prima del recente ritorno al SIon. In Medio Oriente c’è anche Andrea Stramaccioni all’Al Gharafa, in Qatar, là dove si giocherà un Mondiale tra un anno.