Sara Morganti, 45 anni, ha vinto anche tre ori ai campionati mondiali
Sara Morganti, 45 anni, ha vinto anche tre ori ai campionati mondiali
di Paolo Manili La prima medaglia dopo quelle del nuoto a Tokyo è arrivata nel paradressage. Puntuale, immancabile, garantita dal nome di un’atleta che entra nella storia dell’equitazione paralimpica: l’immensa Sara Morganti che ha conquistato un storico bronzo sulla sua 16enne Royal Delight, la stessa giumenta con la quale ha già fatto suoi tre ori, due argenti mondiali e una sequela di gare internazionali. Ieri l’amazzone lucchese ha riportato lo splendido punteggio...

di Paolo Manili

La prima medaglia dopo quelle del nuoto a Tokyo è arrivata nel paradressage. Puntuale, immancabile, garantita dal nome di un’atleta che entra nella storia dell’equitazione paralimpica: l’immensa Sara Morganti che ha conquistato un storico bronzo sulla sua 16enne Royal Delight, la stessa giumenta con la quale ha già fatto suoi tre ori, due argenti mondiali e una sequela di gare internazionali. Ieri l’amazzone lucchese ha riportato lo splendido punteggio di 76,964%, migliorando di oltre due punti percentuali quello di 74,750% ottenuto per l’oro ai World Equestrian Games di Tryon, negli Usa. L’oro è meritatamente andato alla inarrivabile statunitense Roxanne Trunnel su Dolton (81, 464%) e l’argento all’asso lettone Rihards Snikus su King of The Dance (80,179%). Le altre due azzurre in gara ieri, la 18 enne Carola Semperboni su Paul (67,678%) e Francesca Salvadé su Oliver Vitz (66,941%) hanno chiuso rispettivamente al 12° e al 16° posto nel Grado I (stessa gara della Morganti) e Grado III. Ha consegnato la medaglia alla Morganti il presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli, accanto al quale c’erano a fare il tifo Valentina Vezzali, sottosegretario allo Sport e il segretario della Fise Simone Perillo, che ha portato le congratulazioni del presidente federale, Marco Di Paola. Il bronzo della Morganti è la prima medaglia conquistata dagli azzurri nella storia dei Giochi Paralimpici, probabilmente sarebbe stata le seconda se a Rio 2016 Royal Delight non fosse stata eliminata alla visita veterinaria, con conseguente mancata partecipazione. La medaglia di ieri assume dunque molti significati, umani prima che sportivi, considerando la voglia di riscatto e la determinazione di una campionessa che non ha mai mollato, neanche dopo quella esclusione. Laureata in Lingue e letterature straniere, Sara ha iniziato a fare equitazione seguendo l’esempio della sorella maggiore: "L’ho provata e non ho più smesso". Da lì una carriera straordinaria impreziosita tra gli altri da un oro e un argento al Campionato mondiale di Caen (Fra) del 2014 e due ori in quello di Tryon (USA) del 2018.

"Troppo bello – ha detto Sara a botta calda – per essere vero, ancora non ci credo. Ma adesso mi concentro sulla gara a squadre". Oggi il e domani il ct azzurro Ferdinando Acerbi schiera MorgantiRoyal Delight, SalvadèOliver Vitz e SileoniBurberry.