di Marco Galvani Franky il ‘Morbido’ è il vice campione del mondo. Quasi nemmeno lui ci ha creduto. Ma Franco Morbidelli è un pilota umile, timido, riflessivo capace di non farsi mettere i piedi in testa da nessuno in pista. Nessun timore reverenziale, nessun dubbio sul proprio talento e sulle opportunità di riuscire ad arrivare fino al gradino più alto del podio Mondiale. Lui che, tra obiettivi e concrete possibilità,...

di Marco Galvani

Franky il ‘Morbido’ è il vice campione del mondo. Quasi nemmeno lui ci ha creduto. Ma Franco Morbidelli è un pilota umile, timido, riflessivo capace di non farsi mettere i piedi in testa da nessuno in pista. Nessun timore reverenziale, nessun dubbio sul proprio talento e sulle opportunità di riuscire ad arrivare fino al gradino più alto del podio Mondiale. Lui che, tra obiettivi e concrete possibilità, almeno sulla carta, rappresenta la speranza iridata dell’Italia nel Motomondiale con una pattuglia tricolore che vede le matricole ‘Pecco’ Bagnaia, il fratello d’arte Luca Marini ed Enea Bastianini oltre a Danilo Petrucci. E poi c’è Valentino Rossi. Il suo amico Valentino che quest’anno sarà anche il suo compagno di squadra in Yamaha Petronas: "Impareremo l’uno dall’altro", assicura Franco. Sono entrambi intelligenti e sportivi al punto giusto per non mandare tutto all’aria, campionato e amicizia. In fondo, loro due "possono avere 22 ore di amicizia ed essere rivali per un’ora e mezza", la chiave di lettura di Ramon Forcada, capomeccanico di Franky dopo una vita al fianco di Jorge Lorenzo.

L’esperienza di Rossi sarà al servizio della squadra. E di Franco. L’italo-brasiliano è pronto per essere un campione del mondo. Lo ha ampiamente dimostrato. Gli serve regolarità fin da subito: "Se riusciamo a fare tutte le gare come abbiamo fatto nelle ultime cinque…", la strategia di Forcada. Di testa è preparato a gestire la pressione. E poi il clima, nel box, è (ancora) quello giusto. "Mi piacciono tante cose in Petronas – confessa –. Riconosco in tutti una grande professionalità, il livello è davvero molto alto, mi piace lavorare con questi ingegneri, meccanici, prima di tutto proprio per la loro anima, al di là del lato puramente tecnico". Franky è pronto a iniziare la sua terza stagione in Petronas: "Quest’anno sarà importante migliorarsi. Sarà difficile perché nell’ultimo Mondiale abbiamo raccolto ottimi risultati, ma ci proveremo". La sua M1 è diventata più competitiva, la velocità in rettilineo è migliorata anche se sul passo è ancora necessario limare qualche decimo. Franky è soddisfatto. Almeno per ora.