Alvaro Morata festeggia con Dybala e Cuadrado il gol dell’1-0: è il suo terzo gol stagionale dopo quelli segnati contro Napoli e Malmoe. Ma non basterà ad Allegri
Alvaro Morata festeggia con Dybala e Cuadrado il gol dell’1-0: è il suo terzo gol stagionale dopo quelli segnati contro Napoli e Malmoe. Ma non basterà ad Allegri
Luca Talotta Il bluff del maestro Allegri, sbugiardato da se stesso e da una Juventus capace di sorprendere il Milan ma non di accorciare dalla vetta. Ben inteso, nessuno aveva nemmeno lontanamente creduto alla favola del "è una partita che conta più per loro che per noi", ma di certo il tecnico livornese si è giocato l’all-in, il tutto per tutto per provare a frenare una diretta concorrente nella conquista dello Scudetto. Perché sì, l’aggressività della Vecchia Signora vista in avvio di gara aveva tutto, fuorché l’atteggiamento di...

Luca Talotta

Il bluff del maestro Allegri, sbugiardato da se stesso e da una Juventus capace di sorprendere il Milan ma non di accorciare dalla vetta. Ben inteso, nessuno aveva nemmeno lontanamente creduto alla favola del "è una partita che conta più per loro che per noi", ma di certo il tecnico livornese si è giocato l’all-in, il tutto per tutto per provare a frenare una diretta concorrente nella conquista dello Scudetto. Perché sì, l’aggressività della Vecchia Signora vista in avvio di gara aveva tutto, fuorché l’atteggiamento di chi pensava che non fosse una gara assolutamente da vincere. Tanto che il fritto misto messo in campo da Allegri ha scompigliato decisamente le carte, rendendo inefficace un Milan che già si presentava al via del match con molti infortunati (Krunic, Bakayoko, Ibrahimovic, Messias, Calabria e Giroud rimasti a casa) e poi subiva a freddo la rete del vantaggio dei bianconeri con Morata, abile a concludere con un colpo sotto un’azione di contropiede; non pago, il Milan perdeva dopo mezzora anche Kjaer, ko per un possibile stiramento. I tanti infortuni in casa rossonera, però, nulla tolgono alla prova della Juventus, che non riusciva a raddoppiare solo per la bravura di Maignan, abile a dire di no a Morata e Dybala nel primo tempo e a Danilo nella ripresa. Quel volpone di Allegri ha preparato con estrema sagacia soprattutto la fase difensiva della sua squadra; perché a far scalpore è soprattutto il numero zero alla voce parate di Szczesny: fermare la corazzata rossonera, una delle formazioni che tira di più in porta di tutto il campionato, è sintomo di ottima organizzazione difensiva. Tutto questo fino al minuto 76, quando nell’unico momento in cui Rebic riesce a liberarsi della marcatura di Chiellini sigla il gol dell’1-1. Il portiere polacco, protagonista di un inizio di stagione condito da tante papere, si supera invece nel finale su Kalulu, permettendo alla Juventus di uscire imbattuta dalla sfida contro una compagine, il Milan, apparsa sicuramente più squadra rispetto ai bianconeri. Ma i primi sintomi della cura Allegri si vedono già. Per il resto è stato uno strano testa-coda di campionato, con tanti errori tecnici non di certo parenti dei tempi andati, ma anche il più classico dei Juventus-Milan, con tanti scontri in campo (Dybala su Tonali, Rebic contro Bonucci, Brahim Diaz e Locatelli a confronto) che ne hanno confermato il fatto che forse una sfida sentita da entrambe le parti, una partita vera e non di certo che contava più per una squadra rispetto all’altra. Milan ancora primo, in attesa del Napoli stasera. E Juventus che, in caso di successo dei partenopei, potrebbe andare a -11 dalla vetta. Per Allegri c’è ancora molto da lavorare.