di Alice Nidasio Prima Federico Chiesa, oggi Rodrigo de Paul. Milan e Juve hanno – di nuovo – gli stessi gusti e dopo l’interesse comune per il talento della Fiorentina, da qualche tempo non più una priorità dei bianconeri, ora puntano sul gioiello dell’Udinese. La Vecchia Signora e il Diavolo vivono due momenti opposti: a Torino, dopo la rivoluzione in panchina l’imperativo categorico è sfoltire la rosa, alleggerire il monte ingaggi stellare, e ricostruire l’identità di squadra nel minor tempo possibile. A Milano invece, archiviato Rangnick e confermato...

di Alice Nidasio

Prima Federico Chiesa, oggi Rodrigo de Paul. Milan e Juve hanno – di nuovo – gli stessi gusti e dopo l’interesse comune per il talento della Fiorentina, da qualche tempo non più una priorità dei bianconeri, ora puntano sul gioiello dell’Udinese. La Vecchia Signora e il Diavolo vivono due momenti opposti: a Torino, dopo la rivoluzione in panchina l’imperativo categorico è sfoltire la rosa, alleggerire il monte ingaggi stellare, e ricostruire l’identità di squadra nel minor tempo possibile. A Milano invece, archiviato Rangnick e confermato Stefano Pioli, si lavora per rinforzare un gruppo che nella Serie A post lockdown ha impressionato e punterà al quarto posto nella prossima stagione. Nonostante nell’immediato i due club abbiano necessità diverse, la sfida in chiave mercato potrebbe accendersi da un momento all’altro. Il fantasista dell’Udinese, che ha concluso il campionato 201920 con sette gol e sei assist, è pronto per il salto in una big e rappresenta l’oggetto del desiderio di entrambe. Il contratto dell’argentino con i friulani scade nel 2024, ma c’è margine per trattare. Alla Juve serve un centrocampista di qualità, il nome piace ad Andrea Pirlo, e i rapporti tra le due società sono ottimi; sul versante opposto c’è l’interesse dei rossoneri, preoccupati non tanto dall’ingaggio (oggi il 10 di Pozzo guadagna circa un milione annuo) ma dal cartellino (stimato intorno ai 40 milioni di euro) che proveranno ad abbassare inserendo qualche contropartita. Stesso discorso per Chiesa: in casa Juve l’entusiasmo è calato drasticamente, mentre il Diavolo vorrebbe portarlo a Milano, magari nell’affare Milenkovic-Rebic-Paquetà. Strategie (e nomi) distantissimi in attacco invece: in via Aldo Rossi c’è fiducia per il prolungamento di Ibrahimovic e nel frattempo dall’Hammarby - squadra di cui lo svedese detiene quote societarie - dovrebbe arrivare Emil Roback, classe 2003. La baby punta, che secondo la stampa scandinava era sotto la lente d’ingrandimento di Bayern e Arsenal, costa circa un milione e mezzo e andrebbe a rimpolpare il parco attaccanti della Primavera. A Torino invece, il candidato principale a prendere il posto del partente Higuain è Arkadiusz Milik, anche se nelle ultime ore si vocifera anche di un possibile ritorno di Alvaro Morata, ex compagno di Pirlo nella Juve di Allegri. Paratici ha un accordo con l’attaccante polacco ma non con il Napoli; non è da escludere che per arrivare al classe ’94 la dirigenza bianconera metta sul piatto uno tra Bernardeschi, Rugani e Romero; nessuno di questi profili sembra infatti poter ambire ad un ruolo nel progetto del nuovo allenatore. Intanto la Lazio ha fatto un grande colpo: David Silva arriva a parametro zero dal Manchester City, primo rinforzo per Tare che ha nel mirino anche Fares e il rinnovo a breve di Inzaghi.