di Paolo Grilli Ronaldo imbrigliato in isolamento, costretto a guardare la partita in tv nella sua villa, rischia di diventare un facile alibi per la Juve. Una squadra che però di giustificazioni per le proprie frenate non dovrebbe proprio averne, specialmente nella giornata in cui Atalanta, Lazio e Inter sono scivolate. Scuse che non puoi far valere nemmeno se il nuovo golden boy designato, Chiesa, si fa espellere e ti lascia in...

di Paolo Grilli

Ronaldo imbrigliato in isolamento, costretto a guardare la partita in tv nella sua villa, rischia di diventare un facile alibi per la Juve. Una squadra che però di giustificazioni per le proprie frenate non dovrebbe proprio averne, specialmente nella giornata in cui Atalanta, Lazio e Inter sono scivolate. Scuse che non puoi far valere nemmeno se il nuovo golden boy designato, Chiesa, si fa espellere e ti lascia in dieci per mezz’ora.

A Crotone, Pirlo ha nuovamente stupito col suo scacchiere, costretto anche dalle varie assenze, ma così ha rimandato ancora la ricerca di un assetto costante per volare ad altissima quota. Portanova la grande sorpresa nell’undici bianconero, che ha visto Chiesa sulla fascia destra in un continuo scambio di posizione di Kulusevski.

Proprio i due neo arrivati sono stati il fulcro di ogni idea della Signora, mentre in altre zone del campo si faticava non poco.

Il vantaggio di Simy su rigore ha premiato in avvio un Crotone lucido nel trovare ogni varco possibile per tuffarsi nel suo sogno. Poi, proprio Kulu e Chiesa hanno confezionato il miglior invito possibile per il ritorno al gol in bianconero di Morata.

Ma la Juve deve certamente osare e ottenere di più, per lignaggio e obiettivi. E’ un’annata anomala, certo, diversa da tutte le altre anche se nei sogni di ognuno doveva segnare il ritorno alla normalità. Ieri il Real ha perso in casa col Cadice, per dire. E anche il Liverpool, appena due settimane fa, ne ha presi 7 dall’Aston Villal. Però la Juve non poteva fallire l’esame Crotone, aveva il dovere morale di prendersi i tre punti contro una squadra che era ancora a zero con già dieci reti subite. E i calabresi si sono meritati del tutto un punto che invece, sull’altro fronte, alimenta altri dubbi.

La Signora ora è attesa dal debutto in Champions a Kiev: martedì l’esame sarà ancora più difficile e i bianconeri ci arriveranno senza avere la certezza di aver studiato a sufficienza. Il modulo, questo 3-4-2-1 molto liquido in avanti, forse è quello su cui Pirlo insisterà senza CR7 per far dialogare al meglio Chiesa e Kulusevski. Morata ha dimostrato di esserci, eccome. Ma poi, tutto il resto del quadro è ancora da riempire.