"Quando ho notato la coincidenza mi sono commosso. A volte il destino si diverte a giocare con i sentimenti...". Luca Cordero di Montezemolo sa bene che c’è un altro Schumacher in città. Oggi Mick, il figlio del Campionissimo, debutta in Formula Uno, partecipando alle prove libere del Gran Premio del Nurburgring al volante dell’Alfa Romeo. E lo fa nel ventesimo anniversario del primo titolo iridato vinto dal papà con la Rossa. "Era l’8 ottobre del 2000 e forse fu uno dei giorni più belli della mia vita -sospira l’avvocato- Anzi, tolga pure il forse! Finiva un incubo che per...

"Quando ho notato la coincidenza mi sono commosso. A volte il destino si diverte a giocare con i sentimenti...". Luca Cordero di Montezemolo sa bene che c’è un altro Schumacher in città. Oggi Mick, il figlio del Campionissimo, debutta in Formula Uno, partecipando alle prove libere del Gran Premio del Nurburgring al volante dell’Alfa Romeo. E lo fa nel ventesimo anniversario del primo titolo iridato vinto dal papà con la Rossa.

"Era l’8 ottobre del 2000 e forse fu uno dei giorni più belli della mia vita -sospira l’avvocato- Anzi, tolga pure il forse! Finiva un incubo che per noi ferraristi era durato oltre due decenni".

Adesso tocca all’erede.

"Io Mick lo vedevo quando era un bimbetto, come lei sa il padre era molto riservato, Michael ha sempre voluto proteggere la famiglia dai fastidi della pubblicità".

Il ragazzo però ha scelto lo stesso mestiere del genitore.

"E questo è un indice del carattere. Perché, vede, chiamarsi Schumacher magari aiuta all’inizio, quando cominci con i kart. Ma poi un cognome così, andando avanti, diventa un peso".

Perché scatta l’ossessione del paragone.

"Esatto. Ti guardano e pensano: ma sarà all’altezza del padre? È dura".

Lei che idea si è fatto del talento di Mick in pista?

"Lo seguo da lontano con enorme affetto. Lei sa quanto io sia legato a Michael, che è stato il più grande di tutti. Inevitabilmente, faccio il tifo per il suo ragazzo. Che è in gamba".

Cosa le piace di Mick?

"La tenacia. Sta seguendo un percorso graduale, non si è fatto condizionare dalla smania di arrivare. Apprezzo il fatto che il suo rendimento sia in crescita costante. Sono tutti segnali incoraggianti. Poi ovviamente io non so dirle se diventerà un campione del mondo. I figli di Graham Hill, di Gilles Villeneuve e di Keke Rosberg ci sono riusciti. Gli eredi di Piquet, Prost e Lauda invece no. Staremo a vedere. Di sicuro rivedere uno Schumacher su un circuito di Formula Uno è una grandissima emozione per chiunque. Si figuri per me".

Avvocato, parliamo tanto di Mick forse anche perché la Ferrari del presente ci fa solo disperare.

"Ah, io condivido il dispiacere di tutti i fans. La tristezza è ormai la compagna abituale dei tifosi della Rossa. Così non va bene, non può andare bene".

Magari qualcosa di buono Vettel e Leclerc lo combineranno al Nurburgring.

"Me lo auguro anche se ci credo poco. Vede, la cosa importante è che la Ferrari recuperi la sua competitività. Perdere non è un disonore, a patto di avere fatto di tutto per vincere. Io l’ho sempre pensata così, quando stavo a Maranello. E non ho cambiato idea".

Avvocato, come giudica l’avvento di Stefano Domenicali al vertice della Formula Uno, nel ruolo che fu di Bernie Ecclestone?

"Molto bene, è l’uomo giusto al posto giusto. Domenicali è una garanzia per chi investe nei Gran Premi e ha lo spirito dell’appassionato. Porterà la F1 nel futuro".

Consigli da dargli?

"Uno solo: dica anche qualche no, nel suo nuovo lavoro".