L'esultanza della Nazionale svedese
L'esultanza della Nazionale svedese

Mosca, 2 luglio 2018 - Chi pensava che il cammino della Svezia ai Mondiali 2018 di Russia sarebbe stato breve è stato smentito dal fantastico primo posto ottenuto nel Girone F, quello che sarà ricordato per sempre per il clamoroso crollo della Germania campione uscente.

NUOVA VERVE IN ATTACCO - In un certo senso l'exploit degli svedesi ha tolto rimpianti all'Italia, rimasta fuori dalla rassegna iridata proprio a causa della Nazionale di Jan Andersson, che adesso non ha più voglia di fermarsi. La Svizzera, in effetti, non sembra un avversario irresistibile in quello che si preannuncia un ottavo equilibrato e forse non molto affascinante. Sicuramente impronosticabile alla vigilia di questo Mondiale, nonostante la Svezia di segni premonitori ne aveva lasciati: basti pensare a una tenuta difensiva quasi di ferro, a cui nelle ultime partite si è aggiunto un attacco vivace e produttivo. Infatti, prima della scorpacciata contro il Messico gli scandinavi non segnavano 2 o più gol in un match da 11 sfide. Il braccino offensivo è stato risolto grazie all'esplosione, forse anche tardiva, di Marcus Berg e Ola Toivonen, che cominciano a ingranare senza far più rimpiangere un certo Zlatan Ibrahimovic. Gran parte del merito va ascritto però alle geometrie garantite da Claesson e Forbserg, alle quali si unisce il ben noto dinamismo della vecchia conoscenza del nostro calcio Ekdal.

I PRIMATI DELL'EDIZIONE CASALINGA - C'è una data che collega, in modo diametralmente opposto, Italia e Svezia: il 1958. In quell'edizione la nostra Nazionale non si qualificò al Mondiale (scenario purtroppo bissato quest'anno), mentre gli scandinavi fecero registrare il loro miglior risultato iridato, chiudendo al secondo posto. Dopo quell'exploit, il nulla o quasi, fatto eccezione per il terzo gradino del podio conquistato nel 1994. Sempre 60 anni fa la Svezia ha vinto 2 partite di fila per l'unica volta nella sua storia al Mondiale: contro la Svizzera la grande occasione per eguagliarsi. E per sbloccare Berg e Forsberg, detentori di una statistica molto particolare: dei 37 tiri totali effettuati dalla Svezia, questo tandem ne ha scagliati 21 senza però ancora segnare. Certo, al ct Andersson andrà bene anche se a bucare la rete avversaria dovesse essere ancora il veterano Granqvist, ormai una certezza nella classifica marcatori.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Svezia (4-4-2): Olsen; Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson, Hiljemark, Ekdal, Forsberg; Berg, Toivonen. Ct: Jan Andersson