Bologna, 6 luglio 2018 – La sorpresa Svezia, se così si vuol chiamare, è ad un passo dal traguardo storico della semifinale che raggiunse nel 1994 (miglior risultato finale nel 1958) e dopo aver eliminato Italia, agli spareggi, e Germania, ai gironi, vuole prendersi pure lo scalpo dell’Inghilterra. Per il c.t. Andersson una defezione: Lustig.

FUORI LUSTIG – La Svezia di Andersson disegna un classico 4-4-2 quadrato che poggia sulla granitica difesa comandata dall’ex Genoa Granqvist e sul talento del mediano Forsberg, in gol, seppur fortunoso, contro la Svizzera. Gli svedesi non fanno del possesso palla un punto forte, puntano sulla compattezza delle linee e sulle verticalizzazioni verso le punte Toivonen e Berg. Infatti, contro gli elvetici il possesso palla è stato del 37%. Anche come tiri verso la porta la Svezia non ha brillato contro i rossocrociati (12 contro 18). Tra l’altro, il miglior marcatore della squadra è il centrale difensivo Granqvist con due gol. Per il commissario tecnico un ulteriore problema, la squalifica di Lustig. Al suo posto dovrebbe giocare il rossoblù Krafth, reduce dal debutto contro la Svizzera nei minuti finali. In mediana un’altra vecchia conoscenza italiana, ovvero Albin Ekdal, ex di Cagliari e Bologna. Per la Svezia la semifinale sarebbe un risultato storico, non accade da ben 24 anni, e soprattutto impensabile qualche mese fa. Anche se, va sottolineato, i nordici sono usciti dalle qualificazioni eliminando pure l’Olanda prima dello spareggio con l’Italia. Per Andersson 4-4-2 con Olsen in porta, Krafth, Lindelof, Granqvist e Augustinsson in difesa, mediana con Claesson, Larsson, Ekdal e Forsberg, attacco a due punte composto da Berg e Toivonen.