Roma, 16 giugno 2018 - La Spagna e Ronaldo incendiano subito il Mondiale. Una partita da infarto con tre gol di Cr7, la squadra di Hierro che prima soccombe al contropiede portoghese e poi domina, finché Ronaldo non la castiga con la punizione fatale che vale il 3-3. Calcio di altissima intensità, con il magistero tecnico della Spagna di Iniesta e Isco e lo strapotere dell’inarrivabile marziano con la maglia numero 7.

Tutto il meglio e il peggio del calcio (vedi la papera alla Karius del portiere spagnolo De Gea) si condensano in una sfida ad altissima intensità. Che regala al mondiale una prospettiva inattesa. L’Iran solo in testa al gruppo con 3 punti davanti a Spagna e Portogallo con 1. La squadra di Santos fida troppo nel suo Dio del pallone, perchè Ronaldo risolve sempre e comunque. Con un rigore in avvio, con un contropiede fulminante e con una punizione letale. Ma i campioni d’Europa si confermano una squadra scomoda, difficile da inquadrare, cinica e spinosa.

La qualità della Spagna è nettamente superiore e sul prato di Sochi va in scena il duello fa una squadra vera, con le stimmate dell’Invincibile Armata e un divino solista che da solo prova a rovesciare il mondo. Ma la Roja deve guardarsi le spalle, rivedere la protezione della difesa, troppo esposta ai contropiede veloci. Perchè è vero che CR7 é un fenomeno ma la squadra di Hierro appare troppo vulnerabile. Se presa d’assalto, vacilla anche in un uomo chiave come Piquè.

L’oscar del cuore invece va all’urlo di gioia di Washington Tabarez, 71enne ct dell’Uruguay quando il difensore Gimenez firma al 90° il il successo sull’Egitto. Salah abbassa la testa sconsolato in panchina mentre Tabarez, che da due anni lotta con la sidrome di Guillain-Barrè che gli sta togliendo poco a poco l’uso delle gambe, abbandona la stampella e urla in piedi la sua gioia indomabile. Non è un grande Uruguay il suo ma la difesa , imperniata su Godin, è un fortino, la coppia centrale Vecino-Bentancur può solo crescere e Suarez non sbaglierà sempre tre gol a partita. Ecco perchè Tabarez avrà altre occasioni per risorgere dalla sua panchina urlando «Uruguay».