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23 mar 2022

Ronaldo l’eterno: ci toccherà ancora lui?

Tra liti, panchine rifiutate e numeri impietosi in Premier sembrava finito: poi la resurrezione contro Conte. Ed è lo spauracchio dei play off

23 mar 2022
paolo franci
Sport
Un giovanissimo Ronaldo nella semifinale dei mondiali 2006 in Germania contro la Francia: qui è tra Sagnol e Makelele
Un giovanissimo Ronaldo nella semifinale dei mondiali 2006 in Germania contro la Francia: qui è tra Sagnol e Makelele
Un giovanissimo Ronaldo nella semifinale dei mondiali 2006 in Germania contro la Francia: qui è tra Sagnol e Makelele
Un giovanissimo Ronaldo nella semifinale dei mondiali 2006 in Germania contro la Francia: qui è tra Sagnol e Makelele
Un giovanissimo Ronaldo nella semifinale dei mondiali 2006 in Germania contro la Francia: qui è tra Sagnol e Makelele
Un giovanissimo Ronaldo nella semifinale dei mondiali 2006 in Germania contro la Francia: qui è tra Sagnol e Makelele

di Paolo Franci

Va bene, tra noi e il ’Boogeyman’ - tradotto: l’uomo nero o l’oroo, attingendo alla classica letteratura del brivido - che si nasconde sotto il letto c’è di mezzo la Turchia. E magari, chissà, ci penseranno loro a fermarlo. In ogni caso, per noi o per loro, avere un Cristiano Ronaldo che ti tormenta il sonno (già tumultuoso per le note vicende: la sola parola ’spareggi’ provoca in tutti noi un fremito d’orrore) è l’ultima cosa che ci aspettavamo. Ma tant’è.

C’era, però, fino a qualche giorno fa, una piega consolatoria nel possibile incrocio (dobbiamo battere la Macedonia prima eh) con l’ex bomber della Juventus, perchè fino alle Idi di marzo eravamo tutti lì a riempirci la bocca e la bisaccia con i suoi numeri impietosi. Non i soliti, cuciti tra record e imprese aliene, ma nettamente in contromano. Tipo quei 9 gol in 23 partite con lo United. I fischi dei tifosi. Addirittura un 3 in pagella o giù di lì. Eppoi, le liti. Ah, come ci è sembrato consolatorio leggere dei suoi capricci, delle sue litigate, in uno scenario che per la prima volta, dava l’idea di un affresco crepuscolare. Di una carriera che pian piano stava curvando verso il basso.

Sembrava accerchiato, CR7. In rotta di collisione con Rangnick fino al rifiuto della panchina - sarebbe stata la terza, che onta! - nel derby con il City, con tanto di fuga in Portogallo. Poi, la querelle con Maguire, capitano dello United, certo non l’ultimo giocatore della squadra per peso e carriera, che Cristiano avrebbe voluto ’decapitanare’ togliendogli la fascia per mettersela lui. Eppoi le liti in campo, con De Gea contro il Wolverhampton, tanto per dirne una. I igiornali inglesi ci si sono buttati a pesce, passando dal trionfalistico "Is Back!" nei titoli, al tragico "Is Black!", alludendo al periodo nero del sovrano portoghese. Tutte cose che, in fondo, ci facevano ben sperare in caso di sfida al CR7 Corral per passare un bel Natale in Qatar, tra le genialate del Mancio e i guizzi di Barella e Insigne. E invece.

Cosa ti va a succedere a pochi giorni dal possibile incrocio con Ronaldo e la sua gang di piedi buoni? Per lui una gran cosa, per noi per niente. No, no.

La storia è ormai nota. Dopo l’esclusione dal derby e la fuga in Portogallo, CR7 si ritrova titolare contro il Tottenham di Antonio Conte. Giusto giusto un italiano ex ct della Nazionale, tanto per tornare al ’Boogeyman’ di cui sopra. E che ti fa? Tripletta che santifica il 3-2 agli Spurs (e pure con il gusto di un autogol del ’nemico’ Maguire...). E fosse solo questo. Con 807 gol è diventato il goleador più prolifico della storia del calcio superando il cecoslovacco Josef Bican che si è fermato a quota 805 nel 1955. Questo per dire che agli spareggi CR7 ci arriva carico come non mai, anche perchè l’aria di casa gli fa sempre bene, a prescindere dalle curve dell’avventura inglese. Prima però, c’è da battere la Turchia. E certo la storia tra le due squadre non dice nulla di buono per i turchi che in cinque precedenti hanno sempre perso.

Vero che Fernando Santos ha perso Ruben Dias per infortunio e bisognerà capire quanto il Covid abbia fiaccato Bruno Fernandes. Però là davanti i portoghesi fanno davvero paura. Soprattutto se pensiamo alla poca scelta per Mancini in chiave offensiva - il centravanti resta un problema irrisolto - mentre Santos deve scegliere tra Cristiano Ronaldo, Diogo Jota, Andrè Silva, Joao Felix e quel Diavolo di Leao. E non finisce qui perchè si sa come il Portogallo sia messo molto bene dalla porta con Rui Patricio, alla difesa con Dalot e Cancelo. Oppure a centrocampo da Bruno Fernandes a Guedes, da Moutinho a Bernardo Silva. Prima però, diciamolo ancora una volta, c’è da battere la Macedonia e loro devono vincere con la Turchia, uniche certezze di questi tostissimi spareggi.

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