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23 mar 2022

Quando la Russia disse no al Cile di Pinochet

Nel ’73 avrebbe dovuto giocare lo spareggio: ma si rifiutò. Come Polonia, Svezia e Repubblica Ceca oggi per la guerra di Putin

23 mar 2022
paolo franci
Sport

di Paolo Franci

Non c’è mica solo la maledetta Italia-Svezia. La corsa al Mondiale è intrisa di spareggi che, in qualche modo, hanno fatto la storia del pallone, dagli anni Sessanta in poi, ma nulla potrà mai eguagliare la ’sfida dei fantasmi’ tra Cile e Urss nel 1973. Quella partita valeva il ticket per il Mondiale in Germania Ovest del 1974, in virtù di un sistema di qualificazione da film comico. Nove gironi europei. Otto di questi promuovono le vincitrici direttamente (Italia di Valcareggi compresa) al Mondiale, mentre il nono - che assurdo - prevede lo spareggio con la vincitrice di un girone sudamericano composto da due sole squadre, Cile e Perù. Quel girone europeo lo vince l’allora Urss. Dunque la sfida è tra Unione Sovietica e Cile. L’andata si gioca a Mosca il 26 settembre, 15 giorni dopo una data che resterà scolpita (e che sarà di nuovo drammaticamente protagonista nella storia dell’umanità) nella memoria: 11 settembre 1973 giorno in cui si verifica il brutale golpe in Cile di Alfredo Pinochet, provocando la morte dell’allora presidente Salvador Allende.

La sfida di Mosca - allo stadio Lenin oggi Lužniki dove si è giocata la finale Mondiale del 2018 - finisce 0-0. Il ritorno è in programma due mesi dopo in Cile, il 21 novembre allo stadio Nacional di Santiago. Nel frattempo, il mondo è sprofondato in una crisi gravissima, petrolifera soprattutto - negli anni a venire sarà innesco più o meno evidente di guerre e conflitti drammatici - economica, politica e anche militare con la guerra del Kippur. In nome della grave crisi energetica e giusto per dirne una, in Italia, va in scena l’Austerity. E cioè dal 2 dicembre del 1973 è imposto il divieto di circolazione di auto e mezzi privati durante i festivi, con multe che arrivavano fino al milione di lire.

In questo scenario, Breznev decide che la sua Nazionale non andrà a casa del dittatore Pinochet dove "è stato versato il sangue dei patrioti cileni". Posizione ancor oggi difficile da decifrare in quanto il colpo di Stato fu precedente al match d’andata, con aerei a bombardare il palazzo presidenziale di Allende. E allora perchè l’Urss giocò la partita di andata?

All’irremovibilità di Breznev, la Federazione russa risponde con un tentativo estremo e chiede a Stan Rous, presidente della Fifa, di poter giocare su campo neutro. Niet. La Fifa non dà spiegazioni ufficiali, ma è chiaro che non vuole infilarsi nel roveto della politica internazionale, anche perchè di dittature e democrazie-fantoccio, all’epoca non è che ce ne fossero poche. Urss compresa.

Succede che in quello stadio, il Nacional, dove due mesi prima erano stati ammassati e torturati i nemici politici di Pinochet in enorme carcere-campo di concentramento, va in scena la ’sfida dei fantasmi’. Un po’ come accaduto per alcune partite durante la ’dittatura’ del Covid e a causa dei focolai nei nostri club, in campo scende una sola squadra, il Cile.

La cosa grottesca oltre il grottesco è che, sotto a un tabellone del risultato sul quale campeggia la scritta: "La juventud y el deporte unen hoy a Chile" - Gioventù e sport uniscono oggi il Cile - la partita si deve giocare. Anche senza avversario, per la gioia del regime. Quindi il Cile dà il calcio d’inizio, in quattro vanno verso la porta vuota, si scambiano il pallone e l’onore (si fa per dire) di segnare il gol che vale il Mondiale spetta al giocatore più rappresentativo di quella Nazionale, Francisco Valdes, asso del Colo Colo e già protagonista nell’unico Mondiale vinto dall’Inghilterra, quello del 1966. Valdes la calcia in porta, poi tornando verso il centrocampo un suo compagno gli dà addirittura il ’cinque’. Su Youtube, cercate “Chile vs Union Sovietica, 1973“ e vedrete.

Tra l’altro, c’è un obbrobrio regolamentare: senza almeno due avversari tra la linea di fondo e chi riceve la palla in fase offensiva, è sempre fuorigioco. Quindi il gol sarebbe stato da annullare. Altro fatto grottesco: la partita può finire solo 1-0 perchè non c’è la squadra che dovrebbe far riprendere il gioco a centrocampo.In quel Cile, ci sono diversi oppositori di Pinochet ma è chiaro come giocare fosse l’unica via. Altro grottesco: Pinochet si congratula in diretta tv con la squadra per quella magnifica vittoria.

La Fifa - che aveva effettuato un sopralluogo al Nacional non accorgendosi che lì erano detenute migliaia di persone, detenuti politici torturati "cada cuatro horas", ogni quattro ore, come imposto da Pinochet - omologa il risultato 2-0 a tavolino. Per la cronaca, il Cile vola in Germania e viene eliminato ai gironi.

Quarantanove anni dopo, in una situazione certamente più drammatica alla luce della globalizzazione e di ciò che ha determinato, Polonia, Svezia e Repubblica Ceca si sono rifiutate di giocare contro la Russia. E stavolta, vivaddio, la Fifa non si è girata dall’altra parte.

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