Partigianerie cieche e polemiche pretestuose polarizzano spesso la discussione attorno al gioco del calcio, senza però essere in grado di riassumerne il significato più profondo, quello che alla fine spinge moltissime persone ad affezionarvisi. Con l'arrivo dei Mondiali 2018 (14 giugno – 15 luglio), ci piace ricordare tre film che raccontano il pallone per quello che dovrebbe essere sempre, al là del tifo.

IL MIO AMICO ERIC (KEN LOACH, 2009)
Non è propriamente un film sul calcio, ma ne parla in modo meraviglioso e sincero. La storia è quella di un postino inglese in forte crisi esistenziale e di come supera il momento difficile grazie agli amici, ai colleghi e al calciatore Eric Cantona. Proprio la presenza dell'attaccante del Manchester United diventa l'occasione per celebrare uno sport che crea legami fra le persone e che insegna loro a fare gioco di squadra. Tanto che il momento più bello della sua carriera, dice Cantona, non è un gol bensì il passaggio a un compagno.




FUGA PER LA VITTORIA (JOHN HUSTON, 1981)
Il gol segnato da Cristiano Ronaldo contro la Juventus in Champions League è stato indubbiamente uno dei gesti tecnici più spettacolari della stagione. Ma se guardiamo al cinema, un'altra rovesciata torna immediatamente alla memoria. È quella che Pelè segna contro la nazionale tedesca, nonostante sia ferito: persino un ufficiale nazista non può che applaudire. La trama è ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, nella Francia occupata, con i tedeschi che organizzano una partita di calcio fra la loro nazionale e una squadra di prigionieri di guerra. L'intento è di celebrare la superiorità della razza ariana, l'esito è ben diverso.




MARRAKECH EXPRESS (GABRIELE SALVATORES, 1989)

Una ragazza spagnola arriva a Milano per incontrare quattro amici d'infanzia che non si frequentano più da tempo: il fidanzato di lei, che ha fatto parte del gruppo milanese, è in prigione a Marrakech e ha bisogno d'aiuto, così la donna ha pensato di coinvolgere gli ex amici in una scalcinata missione di salvataggio. Lungo la strada, i cinque improvvisano una partita di calcio contro alcuni marocchini: il campo di gioco è un disastro, le porte sono segnate alla bell'e meglio, ma di minuto in minuto gli italiani ritrovano la sintonia e il legame che sembrava perduto.



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