di Gianmario Bonzi Hanno vinto i migliori. E potremmo già fermarci qui, con le righe. Non resta molto da aggiungere. Da una parte Vincent Kriechmayr, al maschile, dall’altra Lara Gut, al femminile. I dominatori del superG in Coppa si vestono anche dei colori dell’iride a Cortina 2021 ed è giusto così, pur in gare completamente diverse. Difficile, spettacolare, ricca di trappole quella maschile, esaltata da una Vertigine che si è confermata pista interessante, completa e tosta, solo un po’ corta per l’alto livello. Non troppo entusiasmante,...

di Gianmario Bonzi

Hanno vinto i migliori. E potremmo già fermarci qui, con le righe. Non resta molto da aggiungere. Da una parte Vincent Kriechmayr, al maschile, dall’altra Lara Gut, al femminile. I dominatori del superG in Coppa si vestono anche dei colori dell’iride a Cortina 2021 ed è giusto così, pur in gare completamente diverse. Difficile, spettacolare, ricca di trappole quella maschile, esaltata da una Vertigine che si è confermata pista interessante, completa e tosta, solo un po’ corta per l’alto livello.

Non troppo entusiasmante, forse, a livello tecnico, quella femminile, ma condita da un podio regale. L’11 febbraio questa volta non porta bene all’Italia dello sci in rosa, che rimane ancorata a questa data, ma riferita al 1997, quale segno dell’ultima vittoria ai Mondiali (Isolde Kostner, in superG). Si allungano ancora i tempi d’attesa, ma in contumacia di Sofia Goggia (e Nicol Delago), su una neve troppo ‘facile’, per usare il gergo degli sciatori, e una pista poco amica del quartetto azzurro impegnato ieri, il risultato non sorprende più di tanto. A 29 primavere, invece, dodici anni dopo il primo assalto mondiale a Val d’Isere 2009 e con otto medaglie già al collo tra rassegna iridata junior, senior e Olimpiadi, Lara Gut colma una lacuna nella sua carriera e vince da favorita un superG senza grande velocità e aritmico, prima gara femminile a Cortina 2021 dopo tre giorni di stop per neve e nebbia.

Doppietta svizzera con Corinne Suter argento (dopo il bronzo del 2019) e la rediviva Shiffrin, bronzo e con un errore enorme che le è costato il bis d’oro. L’Italia mastica amaro. Decima Brignone, undicesima Bassino (quanto meno con il miglior parziale nel tratto centrale), 18esima Elena Curtoni, 23esima Marsaglia. Federica: "Poche risposte sotto i piedi da questa neve. Giocherò le mie carte in combinata e gigante". Marta: "Ho sciato bene, ma dovevo ‘cercare’ di più la velocità".

Dominik Paris si piazza invece quinto nel selettivo superG maschile, anche se Domme, campione uscente, ha mancato il podio per 17 centesimi, preceduto dal citato Kriechmayr (primo titolo in carriera), dall’austriaco battente bandiera tedesca Romed Bumann, dal francese Alexis Pinturault, probabile stella dei campionati, e dal sorprendente canadese Brodie Seger. Lontani gli altri azzurri.

In Svezia, infine, Michela Moioli ha conquistato la medaglia d’argento nei Campionati mondiali di snowboardcross che si sono aperti in Svezia, a Idre Fjäll. Nella finale, la 25enne di Alzano Lombardo, attardata nella "start section", è stata autrice di una rimonta entusiasmante arrivando quasi ad affiancare la vincitrice Charlotte Bankes, britannica di scuola francese. Quarto podio iridato per lei, ancora senza oro. Ma la dedica è andata tutta a Sofia Goggia...