di Leo Turrini Persino la Cnn, fra una follia e l’altra di Donald Trump, si è interessata alla sua storia. Una storia da record. Nonché un ideale messaggio a Ibra, a CR7, a Buffon, insomma agli eroi della pedata che silenziosamente (si fa per dire) aspirano alla...eternità. In sintesi. Kazuyoshi Miura, anni cinquantatré (53, esatto) ha appena firmato il rinnovo del contratto con un club della serie A giapponese di calcio. La squadra si chiama Yokohama e gode anche di una discreta notorietà...

di Leo Turrini

Persino la Cnn, fra una follia e l’altra di Donald Trump, si è interessata alla sua storia. Una storia da record. Nonché un ideale messaggio a Ibra, a CR7, a Buffon, insomma agli eroi della pedata che silenziosamente (si fa per dire) aspirano alla...eternità.

In sintesi. Kazuyoshi Miura, anni cinquantatré (53, esatto) ha appena firmato il rinnovo del contratto con un club della serie A giapponese di calcio. La squadra si chiama Yokohama e gode anche di una discreta notorietà internazionale.

Ora, il Giappone è l’unico paese sulla faccia della terra a vantare, Covid permettendo!, una età media della popolazione superiore a quella dell’Italia. Dunque l’incredibile longevità di Miura, giunto alla trentaseiesima stagione da professionista, si specchia perfettamente nella suggestione di un paese per vecchi.

Non a caso, in patria Miura è un mito, un eroe nazionale paragonato ai lottatori di sumo, quelli che si rifilano tremendi spintoni ostentando le loro enormi chiappe all’aria.

Già nel remoto 1986 Miura era un idolo: giocava in Brasile, nel Santos che era stato di Pelé. Non solo: nel 1994 una audace iniziativa di sponsor astuti lo portò nella nostra serie A. Lo ingaggiò il Genoa. Disputò 21 partite, il piccolo attaccante nipponico. Segnò un solo gol, ma indimenticabile: in un derby contro la Sampdoria. Paolo Villaggio, grande tifoso blucerchiato, così commentò: “È una roba da Fantozzi farsi fare gol da un giapponese!”.

Detto che l’indistruttibile Miura è l’unico pedatore ad avere collezionato presenze in campionati top per cinque decadi consecutive, dal 1980 al 2020, eccomi alla domanda suggerita dal suo infinito curriculum.

Quanto più in là può essere spostato il limite, il confine? Gigi Buffon non sta lontano dai cinquanta e ancora sogna di vincere la Champions. Zlatan Ibrahimovic sfiora i quaranta e ancora, inevitabilmente, stiamo qui a parlarne come di un fattore decisivo nella corsa allo scudetto. Di Cristiano Ronaldo si mormora possieda il segreto dell’eterna giovinezza e comunque a scanso di equivoci quando c’è da battere una punizione la tira lui, fine delle discussioni.

Miura, con l’apparente umiltà dei samurai, è molto più soft nel suo approccio alle cose di campo e alle cose della vita. "Continuo perché penso di avere ancora cose da imparare - ha dichiarato alla Cnn - L’ultima stagione era stata purtroppo condizionata dal Covid e mi era dispiaciuto rinunciare a tante partite per causa di forza maggiore. Ora non vedo l’ora di ricominciare".

Banzai, allora.