Ante Rebic, 27 anni, ha segnato il gol dell’1-1 e poi propiziato con un assist per Theo Hernandez e Brahim Diaz anche la rete del 2-1
Ante Rebic, 27 anni, ha segnato il gol dell’1-1 e poi propiziato con un assist per Theo Hernandez e Brahim Diaz anche la rete del 2-1
di Giulio Mola La paura, il coraggio, la resa. Col sapore della beffa. Succede di tutto al Milan nella magica notte dell’Anfield, quella che segna il ritorno (amaro) dei rossoneri dopo sette anni nel loro “habitat naturale“ (Galliani dixit), la Champions League. Prima dominato, poi travolgente e infine rimontato e sconfitto con un rocambolesco 3-2 nella partita d’esordio nel girone più difficile. La trasferta più importante contro un avversario, il Liverpool, che rievoca ricordi agrodolci, finisce male. Ma pur giocando con discontinuità (e senza Ibrahimovic) il Milan ha dimostrato di essere all’altezza. Perché ha...

di Giulio Mola

La paura, il coraggio, la resa. Col sapore della beffa. Succede di tutto al Milan nella magica notte dell’Anfield, quella che segna il ritorno (amaro) dei rossoneri dopo sette anni nel loro “habitat naturale“ (Galliani dixit), la Champions League. Prima dominato, poi travolgente e infine rimontato e sconfitto con un rocambolesco 3-2 nella partita d’esordio nel girone più difficile. La trasferta più importante contro un avversario, il Liverpool, che rievoca ricordi agrodolci, finisce male. Ma pur giocando con discontinuità (e senza Ibrahimovic) il Milan ha dimostrato di essere all’altezza. Perché ha carattere e qualità. Che non è poco.

Klopp (senza Firmino) lancia Origi, tiene inizialmente in panchina Mané e Van Dijk mentre il “debuttante“ Pioli nulla stravolge rispetto alle previsioni della vigilia, con Bennacer al posto di Tonali (reduce da un attacco febbrile) e Rebic unica punta. E’ da incubo il primo quarto d’ora del MIlan, dominato in lungo e in largo dai “Reds“ che la mettono sul ritmo e sulla velocità con due treni imprendibili sulle fasce dove Calabria e Theo Hernandez sono in evidente difficoltà. E difatti il fortino rossonero crolla dopo 8’ minuti sul tiro di Alexander-Arnold sfortunatamente deviato da Tomori. Il centrale ex Chelsea è il più lucido nella retroguardia ballerina, mette pezze qua e là ma assiste impotente al rigore (12’) per braccio “galeotto“ di Bennacer su conclusione di Robertson. Prodigioso il doppio balzo di Maignan che sventa sul tiro di Salah e ribatte pure la conclusione successiva. Il Milan resta in partita ma soffre maledettamente il dinamismo degli inglesi, anche perché in fase di ripartenza Kessie e Bennacer latitano e Brahim Diaz è sottoposto a feroce marcatura. L’unico modo è provare a passare per vie centrali, laddove gli spazi sono meno presidiati, e infatti nel finale di tempo il Milan si “scrolla“c la paura di dosso, prende coraggio e infila un micidiale uno-due con giocate splendide. Prima Rebic di destro e poi Brahim Diaz con puntuale tapin dopo bell’azione di Theo Hernandez sulla fascia capovolgono il risultato festeggiando sotto il settore dove i 500 supporter rossoneri sono pazzi di gioia. Pazzesco, considerati i ben 14 attacchi dei padroni di casa contro uno solo degli ospiti nei primi 35’. Klopp torna “raggelato“ negli spogliatoi ma sprona i suoi che al rientro in campo partono con la stessa intensità mostrata in avvio di partita. Appena tre giri di lancetta e Salah, servito da Origi scatta sul filo del fuorigioco e beffa Maignan con la difesa rossonera imbambolata. Il Milan rivede i “fantasmi“ della prima terribile mezz’ora,, il Liverpool ritrova le forze e riprende minaccioso ad attaccare. Pioli a inserisce Florenzi e Giroud, ma è il Liverpool a riportarsi avanti (23’) con prodezza balistica di Henderson che con un destro di controbalzo fulmina da fuori area su azione d’angolo. I rossoneri accusano il colpo, la reazione non è granché. I “Reds“ conservano la lunga imbattibilità (si allunga a 14 partite), per i rossoneri restano solo tanti rimpianti. E un bellissimo sogno accarezzato per due fantastici minuti.