di Luca Talotta Le tante certezze che portano a dubbi, concreti e tangibili. Ma se sei una grande squadra, in un modo o nell’altro, riesci sempre ad uscire da qualsiasi situazione, anche quelle scomode ed ingombranti. E lo sa bene il Milan, che alla vigilia della gara di domani di Coppa Italia, ancora una volta contro il Torino, inizia a riflettere sulle sue priorità. Di certo snobbare la Coppa Italia, trofeo che ha dato le maggiori "soddisfazioni" al Diavolo negli ultimi anni (due finali tra il 2016 e il 2018 e due finali di Supercoppa italiana, di cui una vinta nel 2016) potrebbe sembrare...

di Luca Talotta

Le tante certezze che portano a dubbi, concreti e tangibili. Ma se sei una grande squadra, in un modo o nell’altro, riesci sempre ad uscire da qualsiasi situazione, anche quelle scomode ed ingombranti. E lo sa bene il Milan, che alla vigilia della gara di domani di Coppa Italia, ancora una volta contro il Torino, inizia a riflettere sulle sue priorità. Di certo snobbare la Coppa Italia, trofeo che ha dato le maggiori "soddisfazioni" al Diavolo negli ultimi anni (due finali tra il 2016 e il 2018 e due finali di Supercoppa italiana, di cui una vinta nel 2016) potrebbe sembrare controproducente; ma quando ti ritrovi primo in classifica dopo metà campionato, una decisione va presa.

Di certo domani sera il Milan proverà comunque ad onorare l’impegno; la sfida degli ottavi di finale contro i granata, appena usciti sconfitti dallo scontro di campionato (2-0) vedrà Pioli dare spazio a molte seconde linee: confermata la consueta emergenza che accompagna il Diavolo ormai da inizio stagione (mancheranno Tonali e Diaz, usciti malconci domenica, al pari di Bennacer, Gabbia e Saelemaekers, oltre a Rebic e Krunic positivi al Coronavirus), ci sarà spazio per i vari Tatarusanu, Kalulu, Conti e Dalot. In mezzo al campo e in attacco, invece, poche alternative: Leao, che contro il Cagliari sarà squalificato, ha un problema all’alluce del piede ma dovrebbe comunque farcela, mentre Ibrahimovic dovrebbe aumentare il minutaggio per poi essere schierato come titolare in Sardegna. Ancora una volta il campione di Malmo ha bruciato i tempi, visto che recuperare da una lesione al polpaccio in meno di un mese è difficile per chiunque, figurarsi per un quarantenne. Vero è che nei 48 giorni di sua assenza (dal 22 novembre a sabato scorso) il Milan è riuscito a cavarsela egregiamente, visto che va a segno da ben 37 gare di campionato consecutive (l’ultimo digiuno risale al match contro la Sampdoria del 6 gennaio 2020). Di certo il suo recupero arriva al momento giusto, a contorno della squalifica di Leao e la positività al Covid di Rebic.

Dal turbinio d’impegni sul campo a quelli alla scrivania per Maldini e Massara. Il Milan ha fretta di chiudere per Meité: l’operazione potrebbe perfezionarsi già oggi, con il mediano che arriverebbe in prestito oneroso per un milione di euro ed un diritto di riscatto pari a dieci. Per quanto riguarda Simakan, si parla sempre di un’offerta di 18 milioni (15 + 3 di bonus) ed una richiesta di 20 dello Strasburgo, ma la priorità ora è al centrocampo. E mentre Duarte vola in Turchia (fatta col Basaksehir) e si attendono conferme per Conti (la Fiorentina sta spingendo per l’ex Atalanta), il Milan non dimentica il capitolo legato ai rinnovi di Donnarumma e Calhanoglu. "Siamo fiduciosi - ha dichiarato il d.s. Massara sabato - stiamo continuando il dialogo in modo proficuo coi rispettivi agenti". La partita è aperta, soprattutto per quanto riguarda le differenze economiche tra proposte e richieste. La volontà del Milan, dal canto suo, è di chiudere questo doppio capitolo il prima possibile.