di Luca Talotta C’è da chiedersi cosa sarebbe potuta essere la stagione del Milan senza quei maledetti mesi di calo di inizio 2021. Perché se da una parte è vero che il Torino di ieri sera in Piemonte è apparso solo la brutta copia di quella squadra gagliarda fotocopia del suo allenatore Nicola, è altrettanto vero che i rossoneri hanno messo in mostra un’altra, grande, prestazione. Dopo il 3-0 alla Juventus, addirittura un 7-0 al Torino. Stessa storia, stesso posto, stesso bar, direbbero gli 883. Ma i meno nostalgici e i...

di Luca Talotta

C’è da chiedersi cosa sarebbe potuta essere la stagione del Milan senza quei maledetti mesi di calo di inizio 2021. Perché se da una parte è vero che il Torino di ieri sera in Piemonte è apparso solo la brutta copia di quella squadra gagliarda fotocopia del suo allenatore Nicola, è altrettanto vero che i rossoneri hanno messo in mostra un’altra, grande, prestazione. Dopo il 3-0 alla Juventus, addirittura un 7-0 al Torino. Stessa storia, stesso posto, stesso bar, direbbero gli 883. Ma i meno nostalgici e i più contemporanei non possono non notare una squadra pressoché perfetta, condotta con maestria da quello Stefano Pioli che, a quanto pare, in un sol colpo è riuscito a spazzare via anche la fatidica ombra della seconda stagione, quella Spada di Damocle che ha sempre avuto sulla testa in quanto, al secondo anno in quasi qualsiasi piazza sia andato, ha sempre trovato difficoltà. Questa volta, invece, il percorso appare decisamente opposto: perché la vittoria di ieri sera contro il Torino, al pari di quella contro la Juventus di appena tre giorni prima, è sembrata l’apice della sua gestione, l’acme, lo zenit di un Diavolo sempre più vicino alla conquista di un risultato storico, il ritorno in Champions League dopo sette anni. Che, è giusto ribadirlo, non è ancora cosa fatta: ci sarà da soffrire, a partire già dal match di domenica contro il Cagliari a San Siro. Ma un successo contro i sardi darebbe al Diavolo l’aritmerica della Champions (visto il vantaggio negli scontri diretti sulla Juve), rendendo una formalità il big match dell’ultima giornata contro l’Atalanta.

Dalla gara di ieri sera Pioli si porterà a casa soprattutto uno spumeggiante Kessie, che questa volta non ha sbagliato dal dischetto offrendo anche un assist al bacio per Diaz e finendo, direttamente o indirettamente, in tutti i gol rossoneri fino al 4-0; ma anche un irresistibile Theo Hernandez, autore addirittura di una doppietta; un Rebic che ha trovato la sua quarta rete consecutiva da centravanti in appena due partite e tre giorni, dopo che per tutto l’anno non era mai riuscito ad andare in gol da vice Ibrahimovic; ma anche la conferma che l’intuizione avuta contro la Juventus di schierare Brahim Diaz è stata la scelta giusta. Ora gli ultimi due ostacoli, i già citati Cagliari e Atalanta. Con la consapevolezza che, oggi, affrontare il Milan è difficile. Pioli aveva chiesto ai suoi di tornare ad offrire il calcio e il gioco spettacolo di qualche mese fa, unico viatico per poter arrivare in Champions League. Pare che tutti abbiano risposto presente eccezion fatta, ieri sera, per l’avversario. Ma quello non è un problema di Pioli.